Enti locali e sanità, la ricetta del Psd’Az
Convegno promosso dalla sezione Mossa, presenti esponenti del Pd, assente la maggioranza
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ORISTANO. Enti locali e sanità sono fra i temi più caldi del dibattito politico regionale, spesso al centro della dialettica, anche animata, della maggioranza guidata da Christian Solinas e ancora più bollenti con l'imminente avvio del Pnrr. È stato proprio il Partito Sardo d'Azione, nello specifico la storica sezione oristanese intitolata ad Antoni Simon Mossa, a metterli al centro di un confronto fra tecnici e politici, venerdì sera all'Hostel Rodia. «Abbiamo bisogno di ricostruire quel sentimento di unità territoriale che caratterizzò la lotta per la nascita della quarta provincia» ha auspicato nella sua introduzione il segretario della sezione Paolo Angioi. Fra i relatori figurano il senatore sardista Carlo Doria, il consigliere regionale del Pd Roberto Deriu (che però non si presenta per problemi dell'ultimo minuto), la commercialista Giuseppina Uda – che oltre alla competenza professionale in tema di conti degli enti locali, vanta cinque anni di esperienza sul campo come assessora al Bilancio e vicesindaca della giunta Tendas a Oristano – il sindaco di Sennariolo Gianbattista Ledda e il presidente dell'ordine dei medici oristanese Antonio Sulis. La stessa Ledda ricorda come «dopo la riforma che abolì la Provincia, Oristano provò a costituire una rete urbana composta di quattordici Comuni, ma la Regione non ci diede nessuna risposta.
Le risorse finanziarie sono fondamentali: per ogni cittadino Oristano riceve dal fondo unico regionale 180 euro, un comune di un centinaio di abitanti ne riceve 3500». Non si possono abbandonare i piccoli centri, secondo Ledda: «Stando ai numeri, Sennariolo scomparirà fra trent'anni, anche se io penso resisteremo. Ma servono più voce e risorse per gli enti locali e le riforme non possono essere calate dall'alto». «Il ruolo dei Comuni è centrale per una sanità che funziona, sopratutto territoriale» ha spiegato Antonio Sulis, mentre Doria si è concentrato sulla necessità di potenziare la sanità pubblica: «Non si può smantellare il pubblico, affidandosi ai privati. Perché i privati sono imprenditori e giustamente a un certo punto potrebbero decidere di chiudere. La sanità è il tema che interessa di più le persone, e sarà la tomba o il trionfo di questa Giunta regionale così come delle prossime». C'è spazio anche per i retroscena politici. In molti, guardando alla lista dei relatori, non hanno potuto fare a meno di immaginare un segnale sardista verso il Partito Democratico, in vista delle prossime comunali, anche se i Quattro mori smentiscono. Fra il pubblico peraltro sono comparsi alcuni volti noti del Pd oristanese, ma nessuno legato alla maggioranza di centro destra che governa in Comune.(dav.pi)
Le risorse finanziarie sono fondamentali: per ogni cittadino Oristano riceve dal fondo unico regionale 180 euro, un comune di un centinaio di abitanti ne riceve 3500». Non si possono abbandonare i piccoli centri, secondo Ledda: «Stando ai numeri, Sennariolo scomparirà fra trent'anni, anche se io penso resisteremo. Ma servono più voce e risorse per gli enti locali e le riforme non possono essere calate dall'alto». «Il ruolo dei Comuni è centrale per una sanità che funziona, sopratutto territoriale» ha spiegato Antonio Sulis, mentre Doria si è concentrato sulla necessità di potenziare la sanità pubblica: «Non si può smantellare il pubblico, affidandosi ai privati. Perché i privati sono imprenditori e giustamente a un certo punto potrebbero decidere di chiudere. La sanità è il tema che interessa di più le persone, e sarà la tomba o il trionfo di questa Giunta regionale così come delle prossime». C'è spazio anche per i retroscena politici. In molti, guardando alla lista dei relatori, non hanno potuto fare a meno di immaginare un segnale sardista verso il Partito Democratico, in vista delle prossime comunali, anche se i Quattro mori smentiscono. Fra il pubblico peraltro sono comparsi alcuni volti noti del Pd oristanese, ma nessuno legato alla maggioranza di centro destra che governa in Comune.(dav.pi)
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