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Oristano

San Martino, arriva qualche medico

San Martino, arriva qualche medico

La direzione ospedaliera lo ha annunciato al sindaco in un incontro a Cagliari

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ORISTANO. Le notizie positive sono due. La prima è che la Assl presenta il suo piano di potenziamento del San Martino. La seconda, è che dopo lo stop di più di un anno e mezzo a causa della pandemia, nelle corsie dell’ospedale ritornano i volontari dell’Avo. L’associazione volontari ospedalieri, guidata dalla presidente Biancamaria Falchi, ha firmato una nuova convenzione con la Assl. Oggi il direttore sanitario Sergio Pili, illustrerà il piano di riorganizzazione ospedaliera per il prossimo semestre. Ieri lo ha anticipato al sindaco. Questo comprende l’arrivo di un emodinamista entro Natale e di altri 2 entro febbraio/marzo. Mentre per Neurologia entro 7/8 mesi dovrebbero arrivare uno specialista ed altri due che stanno concludendo la specializzazione con l’obiettivo di creare in questo lasso di tempo una stroke unit. Buone notizie – secondo il sindaco che ieri ha partecipato con una delegazione dell’Anci a un incontro con l’assessore Nieddu – sono state date anche per pediatria: con la conclusione del concorso dovrebbero arrivare 3 nuovi pediatri. Il Direttore sanitario ha anticipato anche una possibile soluzione per oncoematologia in virtù di una collaborazione con l’Ospedale di San Gavino. È stato anche confermato l’arrivo dei due anestesisti che stanno completando il percorso di specializzazione.

Nieddu, oltre a comunicare il ricorso a nuovi concorsi per l’assunzione di personale medico e lo stanziamento di 13 milioni di euro per gli incentivi ai medici che si rendono disponibili ad accettare sedi disagiate o non attrattive, ha parlato della necessità di fare ricorso a forme di mutuo soccorso tra aziende per il personale sanitario. «Questo meccanismo consentirebbe di soddisfare una richiesta che più volte abbiamo avanzato: il riequilibrio e la ridistribuzione delle risorse umane e professionali a vantaggio delle realtà che soffrono maggiori condizioni di difficoltà».

Nel frattempo, è arrivata una nuova “grana”. Allarmati per il rischio per i bambini diabetici di rimanere senza assistenza, dato che l’unica pediatra dell’ospedale che segue questa patologia a dicembre andrà il pensione, l’associazione Aniad e diversi genitori hanno affidato ad un avvocato . «È l’ultimo tentativo per avere un incontro con la direzione– dice il presidente regionale di Aniad, Marcello Grussu – qui rischiamo l’interruzione di assistenza a pazienti fragili per patologia ed età». (m.c.)

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