Caso Sulis, l’Ordine dei medici di Oristano si rivolge al ministro
Sindacalista sotto accusa per avere denunciato l’assenza di dpi. Il presidente: «Indagine sul direttore sanitario»
ORISTANO. «Il Ministro accerti se nella condotta posta in essere dal dottor Sergio Pili siano raffigurabili irregolarità ed eventuali atti vessatori non solo nei confronti dei medici ma di tutta la categoria medica e paramedica». Dalle parole ai fatti. Con un atto senza precedenti, il presidente dell’Ordine dei medici e chirurghi, Antonio Sulis, ha inviato un esposto al ministro della Salute Roberto Speranza, chiedendo l’apertura di un’indagine nei confronti del direttore sanitario degli ospedali della Assl, Sergio Pili. Che le relazioni tra Ordine e Direzione sanitaria fossero giunte al limite di rottura lo si era intuito già da tempo. Due settimane fa, il presidente dell’Ordine aveva infatti convocato i giornalisti per riferire di una serie azioni, giudicate «gravi», che il Direttore sanitario aveva avviato nei confronti di tre medici, due dei quali, deferiti alla Commissione disciplina.
L’esposto, inviato per conoscenza anche al segretario nazionale del sindacato medico Cimo e alla Federazione nazionale degli Ordini dei medici, definisce «una situazione di estrema criticità nell'ospedale San Martino e una reiterata assunzione di provvedimenti vessatori nei confronti dei medici da parte della Direzione sanitaria ospedaliera». Secondo Sulis, infatti «le attività dell'ospedale, sopratutto negli ultimi 18 mesi, sono state pesantemente compromesse da gravissimi difetti organizzativi e dai disagi causati dalla pandemia Covid-19. In un contesto di continuo depotenziamento dell'ospedale, che ha messo a dura prova i sanitari e privato di servizi essenziali i cittadini, i vertici dell'Assl non sono stati in grado di opporre le dovute misure correttive, ma in diverse occasioni hanno tentato di attribuire ai medici e all'esterno le innumerevoli criticità che si sono succedute nel tempo». Il presidente riferisce: «Ordine e sindacati più volte hanno denunciato carenze e assunzione di decisioni inadeguate da parte della politica regionale e dell'Assl. Nessuna risposta concreta è mai arrivata, ma solo tentativi di bloccare anche attraverso procedimenti disciplinari le voci dissenzienti».
Attualmente è in corso il procedimento disciplinare nei confronti del dottor Giampiero Sulis, messo sotto accusa per aver denunciato, in qualità di sindacalista Cimo, la mancanza di dispositivi di protezione individuale anche all'ospedale di Ghilarza. «Iniziativa molto grave in quanto lesiva delle prerogative sindacali e del diritto dei medici di essere rappresentati», scrive l’Ordine che ha chiesto l’ accesso agli atti «per verificare le procedure seguite per avviare il procedimento e la regolarità della Commissione, costituita, parrebbe, senza prevedere al suo interno un medico». La solidarietà verso il medico sindacalista è arrivata da più parti: non solo attraverso la recente manifestazione organizzata davanti all’Ospedale dal Comitato per il diritto alla salute, ma anche, come rivela l’esposto con una raccolta di firme alla quale hanno aderito diversi suoi colleghi. L’esposto rivela che durante la fase di recrudescenza della pandemia, ad esser deferito alla Commissione disciplinare (con provvedimento poi revocato) era stato il medico Roberto Irde, direttore del Laboratorio di analisi.
Infine all’attenzione del Ministro viene sottoposta la nota inviata alla dirigente del Pronto soccorso: «È stato intimato alla direttrice “di astenersi dall'inviare segnalazioni estemporanee di turno scoperto perchè potrebbero essere interpretate, tali segnalazioni, come ammissioni di fallimento della propria competenza e di trasferimento ad altri di responsabilità non cedibili”. Il tenore della missiva – conclude il presidente dell’Ordine – è stato interpretato dai destinatari come una sorta di velata minaccia».
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