Tuffi nel nulla, la piscina è chiusa
di Davide Pinna
Il sindaco promette la riapertura in poche settimane, ma non svela come agirà l’amministrazione
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ORISTANO. Oristano voleva la sua piscina. Il passato è d’obbligo, dato che, anche se la struttura comunale è ancora chiusa dopo due mesi dalla partenza della stagione natatoria al coperto, non c’è traccia di mobilitazioni civiche. Diversamente da quello che accadde fra 2014 e 2017, quando sorse in città il comitato “Oristano Vuole la sua Piscina” che, per tre anni si confrontò, anche duramente, con l’amministrazione Tendas sulla riapertura dell’impianto di Sa Rodia. Fu un doppio fronte, per Tendas e i suoi, che dovettero fare i conti anche con le manifestazioni e le proteste della minoranza di centro destra.
All’epoca le porte della piscina rimasero sbarrate per tre anni e mezzo. Stavolta, gli anni sono quasi due, ma per gran parte del tempo la chiusura era dovuta alle norme legate all’emergenza sanitaria. Da settembre, però, l’attività sportiva è ripartita in quasi tutte le città della Sardegna: non a Oristano, dove esiste solo una stringata comunicazione di Acqua Sport, la società che gestisce la piscina comunale, che il 26 agosto comunicava: «A malincuore non possiamo definire una data per la riapertura, fino a quando non avremo un riscontro dall’amministrazione comunale».
Il riscontro, si è appreso nelle settimane successive, riguardava la richiesta di un supporto da parte del Comune pari a circa 200mila euro, necessari per far fronte alle spese di manutenzione sostenute nei mesi senza incassi del covid. Sul fronte politico, ora le parti si sono invertite e da un lato c’è il centro sinistra che chiede trasparenza, chiarezza e azioni concrete per la riapertura e dall’altro la maggioranza di centro destra che promette la ripartenza entro poche settimane. Il sindaco Andrea Lutzu, però, non vuole scoprire le sue carte: «Stiamo lavorando per la riapertura. Con quale gestore, a quali condizioni e con quali modalità lo vedremo nelle prossime settimane. E proprio per garantire la buona riuscita di questa operazione, per il momento, non posso e non voglio dire altro».
Sul fronte finanziario, si sa che nella legge Omnibus approvata dal consiglio regionale e di prossima pubblicazione sul bollettino ufficiale regionale, sono state stanziate risorse per le piscine sarde, ma Lutzu chiarisce: «Questo non riguarda il Comune, ma il gestore dell’impianto». Precisazione importante, anche perché all’interno della maggioranza c’è chi non gradirebbe che al gestore venga “regalato” un contributo comunale, visto che il capitolato lo esclude fermamente.
Sui tempi entro i quali il Comune agirà, Lutzu precisa che l’attesa non sarà lunga: «Possiamo quantificarli in settimane, non in mesi». Intanto, dall’opposizione, il capogruppo Pd Efisio Sanna protesta: «Insieme al collega Francesco Federico avevamo chiesto il 30 settembre l’audizione in commissione consiliare dell'assessora Maria Bonaria Zedda e del gestore dell’impianto. A distanza di un mese questa riunione non si è fatta ed è vergognoso, perché i consiglieri comunali hanno il diritto di sapere cosa accade in città. Noi della piscina conosciamo solo quello che appare sui giornali e le voci di corridoio, mentre l’amministrazione tace: sono dei bravi cerimonieri, ma quando si tratta di affrontare pubblicamente i temi più critici stranamente non sono capaci».
Efisio Sanna si stupisce anche del silenzio dei cittadini: «Il comitato dov’è? Sembra quasi che le persone siano state anestetizzate. Eppure la struttura è chiusa, si è creato un disservizio ai danni degli utenti, non ci sono notizie certe sulla possibile riapertura e addirittura si parla di richieste economiche avanzate nei confronti del Comune. Noi ribadiremo ufficialmente la nostra richiesta, a termini di regolamento, di audizione dell’assessore e del gestore, perché vogliamo vederci chiaro.»
©RIPRODUZIONE RISERVATA
All’epoca le porte della piscina rimasero sbarrate per tre anni e mezzo. Stavolta, gli anni sono quasi due, ma per gran parte del tempo la chiusura era dovuta alle norme legate all’emergenza sanitaria. Da settembre, però, l’attività sportiva è ripartita in quasi tutte le città della Sardegna: non a Oristano, dove esiste solo una stringata comunicazione di Acqua Sport, la società che gestisce la piscina comunale, che il 26 agosto comunicava: «A malincuore non possiamo definire una data per la riapertura, fino a quando non avremo un riscontro dall’amministrazione comunale».
Il riscontro, si è appreso nelle settimane successive, riguardava la richiesta di un supporto da parte del Comune pari a circa 200mila euro, necessari per far fronte alle spese di manutenzione sostenute nei mesi senza incassi del covid. Sul fronte politico, ora le parti si sono invertite e da un lato c’è il centro sinistra che chiede trasparenza, chiarezza e azioni concrete per la riapertura e dall’altro la maggioranza di centro destra che promette la ripartenza entro poche settimane. Il sindaco Andrea Lutzu, però, non vuole scoprire le sue carte: «Stiamo lavorando per la riapertura. Con quale gestore, a quali condizioni e con quali modalità lo vedremo nelle prossime settimane. E proprio per garantire la buona riuscita di questa operazione, per il momento, non posso e non voglio dire altro».
Sul fronte finanziario, si sa che nella legge Omnibus approvata dal consiglio regionale e di prossima pubblicazione sul bollettino ufficiale regionale, sono state stanziate risorse per le piscine sarde, ma Lutzu chiarisce: «Questo non riguarda il Comune, ma il gestore dell’impianto». Precisazione importante, anche perché all’interno della maggioranza c’è chi non gradirebbe che al gestore venga “regalato” un contributo comunale, visto che il capitolato lo esclude fermamente.
Sui tempi entro i quali il Comune agirà, Lutzu precisa che l’attesa non sarà lunga: «Possiamo quantificarli in settimane, non in mesi». Intanto, dall’opposizione, il capogruppo Pd Efisio Sanna protesta: «Insieme al collega Francesco Federico avevamo chiesto il 30 settembre l’audizione in commissione consiliare dell'assessora Maria Bonaria Zedda e del gestore dell’impianto. A distanza di un mese questa riunione non si è fatta ed è vergognoso, perché i consiglieri comunali hanno il diritto di sapere cosa accade in città. Noi della piscina conosciamo solo quello che appare sui giornali e le voci di corridoio, mentre l’amministrazione tace: sono dei bravi cerimonieri, ma quando si tratta di affrontare pubblicamente i temi più critici stranamente non sono capaci».
Efisio Sanna si stupisce anche del silenzio dei cittadini: «Il comitato dov’è? Sembra quasi che le persone siano state anestetizzate. Eppure la struttura è chiusa, si è creato un disservizio ai danni degli utenti, non ci sono notizie certe sulla possibile riapertura e addirittura si parla di richieste economiche avanzate nei confronti del Comune. Noi ribadiremo ufficialmente la nostra richiesta, a termini di regolamento, di audizione dell’assessore e del gestore, perché vogliamo vederci chiaro.»
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