Ex carcere militare, avanti adagio

A rilento i lavori di ristrutturazione del futuro polo dell’artigianato locale

ORISTANO. L’appalto, diviso in due lotti, è stato aggiudicato a gennaio, il cantiere è stato consegnato il 9 giugno. All’ex carcere militare di via Is Antas, prendendo per buone le date segnate sul cartello illustrativo, i lavori dovrebbero essere ormai in buona parte conclusi. Per il primo lotto sarebbero dovuti finire il 27 ottobre scorso, per il secondo la scadenza è fissata per il 18 novembre, fra due settimane. C’è però un rebus da risolvere, perché se i cartelli prevedono due cronoprogrammi contemporanei, nel capitolato d’appalto i tempi dei due lotti vengono sommati per arrivare a 302 giorni lavorativi, dieci mesi circa.

Al lavoro, ieri mattina intorno a mezzogiorno, nessuno operaio e nessun mezzo meccanico in vista. Bisogna tenere conto del fatto che c’è anche un terzo lotto, della cui realizzazione si occuperà Confartigianato, ma l’aspetto del complesso vicino a via Ghilarza non è quello di un cantiere pronto a smobilitare. Dagli uffici del Comune spiegano che c’è stato qualche rallentamento nella prima fase di insediamento del cantiere, ma che si è chiesto di accelerare e che nei prossimi giorni, se necessario, potrebbero arrivare ulteriori sollecitazioni.

Massimo Erdas, titolare di Dueffe, la ditta che si è aggiudicata l’appalto del Comune, spiega le ragioni dei rallentamenti: «Stiamo lavorando sulle coperture dei capannoni, perciò abbiamo interrotto a causa del maltempo. Inoltre c’è una sospensione perché il responsabile del procedimento e il direttore dei lavori stanno definendo la linea su alcuni interventi specifici, senza contare le difficoltà croniche a reperire i materiali che si stanno registrando in tutti i cantieri in questo periodo».

Il progetto è uno degli ultimi rimasti del piano Oristano Est e vale in totale poco meno di un milione. Lo scopo è quello di creare un polo per gli artigiani oristanesi, affidato in gestione appunto a Confartigianato che, in cambio, svolgerà lavori per 300mila euro. Dev’essere abbattuto l’edificio fatiscente che si affaccia sulla strada, mentre saranno riqualificati i quattro capannoni e saranno sistemate le aree esterne. Oltre agli uffici della Confartigianato, il complesso ospiterà una sala riunioni e un centro multimediale, oltre che un incubatore di imprese che, a rotazione, sarà la sede provvisoria di tre ditte artigiane del settore ceramica che muoveranno i primi passi in un percorso di accompagnamento biennale. Arredi e decorazioni saranno realizzate da artigiani oristanesi.

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