Vertenza Consorzio la Cgil rinnova le accuse
«I contratti attivi verranno fatti scadere, temiamo per i posti di lavoro» Nell’impianto di Masangionis la linea della plastica comunque si fermerà a breve
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ORISTANO. La Cgil non ci sta, respinge al mittente l'interpretazione del Consorzio Industriale in merito alla sentenza che nega il comportamento antisindacale nella vertenza per il futuro di trentaquattro lavoratori precari di Masangionis e accusa: «Il Cipor vuole far morire l'accordo che tutelava i lavoratori attuali. Qualcuno ha già ricevuto la notizia che, alla scadenza del contratto, imminente per alcuni, dovrà stare a casa e potrà essere convocato solo sulla base della nuova graduatoria e non con le garanzie dell'accordo firmato nel 2019». Quello che temevano i confederali è che le selezioni pubbliche bandite dal Consorzio ad agosto non servissero ad assumere ulteriore personale, ma a rimpiazzare i trentaquattro già impiegati. Il fronte sindacale si è rotto qualche settimana fa, con Cisl e Uil che hanno sottoscritto un accordo con l'azienda e posto fine alla vertenza, a differenza della Cgil. «I toni del comunicato del Consorzio – spiegano Sandro Fronteddu e Simone Spahiu, rappresentanti della Cgil Funzione Pubblica – sono smentiti dalla sentenza che, pur rigettando l'ipotesi di condotta antisindacale, sancisce che l'accordo firmato nel 2019 non può essere disapplicato e che il Consorzio poteva fare selezioni per assumere altri lavoratori, in aggiunta a quelli già sotto contratto, e non in alternativa». Perciò quelle comunicazioni, che informerebbero i lavoratori del mancato rinnovo del contratto, sarebbero in contrasto con la sentenza: «Il Consorzio, proseguendo sulla sua strada con le selezioni, disconosce la stessa sentenza che utilizza per un comunicato dai toni vittoriosi. A differenza di quanto affermato, farà morire i contratti in essere, per sostituirli con nuovi». Per chiarire la vicenda, bisogna definire la differenza fra l'accordo firmato nel 2019 e i contratti dei singoli lavoratori. Quello ha validità sino al 30 marzo 2024, mentre i contratti scadono periodicamente e vanno rinnovati. Per la Cgil l'accordo obbliga il Consorzio al rinnovo, ma starebbe accadendo l'opposto. L'ente pubblico – partecipato da Provincia, Comuni di Oristano e Santa Giusta e Camera di Commercio – dal canto suo ha sempre ribadito di voler preservare i livelli di occupazione attuale e, se possibile, aumentarli. Sul futuro dell'impianto di trattamento rifiuti di Masangionis, però, restano due incognite: imminente quella relativa alla linea della plastica, che andrà incontro a una ristrutturazione nelle prossime settimane. Fra qualche anno, poi, si porrà il problema del secco: la discarica di servizio è ormai piena e la Regione vorrebbe imporre al Cipor di convogliare tutto a Macchiareddu. Il che significa meno lavoratori e più costi in bolletta per gli utenti.
Davide Pinna
Davide Pinna
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