Il comitato: «Via Lepanto da ripensare»

I cittadini che si opposero al progetto: «Dopo la sentenza del Tar bisogna cambiare strada e riqualificare il quartiere»

ORISTANO. «Ora il Comune ripensi il progetto». Il Comitato Via Lepanto interrompe un silenzio durato anni, dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Luca Casula e annullato il permesso di costruire per i 45 appartamenti di housing sociale previsti nella zona. Ora arriva una nuova proposta, quella di ripartire da zero e realizzare un progetto che possa far convivere le esigenze del Comune e della ditta Torre con quelle dei residenti, rispettando i limiti di altezza di 13 metri imposto dai giudici ed evitando, soprattutto, un carico eccessivo su un’area senza vie d’accesso e già troppo congestionata.

È una strada difficile, ma forse l’unica in grado di accontentare tutte le parti in gioco. Attraverso un voto del consiglio comunale, infatti, sarebbe possibile autorizzare i 19 metri previsti nel progetto bocciato, ma con esiti politici imprevedibili. D’altra parte, il Comune potrebbe anche imporre alla ditta di rispettare il limite di 13 metri, ma, se non fosse d’accordo, la ditta Torre potrebbe ritirarsi e tentare la strada del risarcimento per l’investimento sfumato e i lavori già eseguiti.

Resta anche l’alternativa del Consiglio di Stato, che però rischierebbe di protrarre per un tempo indefinito l’attesa, con un cantiere bloccato e un quartiere che, anche senza palazzoni, ne subirebbe i disagi. Insomma, un bel garbuglio da cui il sindaco Lutzu dovrà cercare di liberarsi con il minor danno possibile. Il Comitato, intanto, non rinuncia a levarsi qualche sassolino dalla scarpa. Con l’amministrazione Tendas, che ideò il progetto nel quadro di Oristano Est: «Fin dall’inizio avevamo evidenziato che via Lepanto non potesse sostenere un ulteriore carico insediativo. Il quartiere ha bisogno di una riqualificazione completamente diversa, volta soprattutto a valorizzare il giardino che collega via Lepanto con piazza Sant’Efisio». Ma, soprattutto, con l’attuale amministrazione guidata da Andrea Lutzu: «In campagna elettorale aveva promesso di abbandonare il progetto, ma, una volta insediatosi, ha proseguito l’iter, fino al punto di rilasciare la concessione edilizia. Non solo non ha prestato la giusta attenzione alle nostre osservazioni, ma ha concesso maggiori volumi rispetto a quelli della prima convenzione. Spiace dover constatare che l’amministrazione non abbia a cuore gli interessi dei suoi cittadini, tanto che i suoi avvocati hanno sostenuto che l’evidente interesse pubblico alla realizzazione dell’opera doveva essere considerato prevalente sull’interesse dei privati per la conservazione dello status quo in via Lepanto. Non siamo anche noi parte di quel pubblico a cui il bene andrebbe rivolto?».

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