Code sotto la pioggia per i vaccini

Tante le persone senza prenotazione e le attese si dilatano. Disagi per i pazienti più anziani

ORISTANO. In fila al freddo, sotto la pioggia, il vento e in mezzo al fango: anche ieri è stata una giornata difficile alla piattaforma vaccinale del palazzetto di Sa Rodia. Far coincidere le terze dosi con l’apertura ai non prenotati, con pochi medici a disposizione, in condizioni meteorologiche piuttosto difficili e con il parcheggio trasformato in pantano, non si è rivelato una scelta felice.

Nonostante il personale del centro vaccinale abbia fatto tutto il possibile per evitare che i pazienti dovessero attendere troppo tempo all’esterno, gli intoppi ci sono stati. E in tanti, tra questi moltissimi anziani, si sono trovati senza riparo, se non quello del proprio ombrello, ad aspettare anche per due ore il proprio turno. «Di certo l’organizzazione ha mostrato molte pecche, ma la non vuole essere una protesta, piuttosto la segnalazione di problemi che potevano essere previsti e dunque evitati», spiega Maria Obinu, consigliera comunale che ieri mattina faceva parte delle persone che sotto la pioggia ha atteso con pazienza all’esterno del palazzetto per potersi vaccinare.

I problemi sono quelli di sempre: fuori dal palasport, i gazebo e le tende per evitare che le persone in attesa non siano esposte alle intemperie, non sono sufficienti, ancor di più adesso che, per gran parte dei paesi della provincia, l’unico centro vaccinale di riferimento è rimasto Oristano. Di conseguenza, tanti anziani che devono fare la terza dose, sono costretti ad arrivare fino al capoluogo. Problema, quello della necessità di vaccinare le persone nei centri di residenza, sollevato già da tempo anche alla Regione. Il sindaco di Santu Lussurgiu e consigliere regionale Diego Loi, infatti, il 17 novembre scorso aveva inviato una richiesta ufficiale all’Ats e al commissario straordinario dell’Assl di Oristano, chiedendo di consentire agli over 80, circa 200 nella sola Santu Lussurgiu, di potersi vaccinare nel proprio paese.

In questi giorni poi, non sono poche le persone che ancora non avevano avuti nemmeno la prima dose e che si sono messe in fila, molte senza prenotazione, in vista dell’adozione del super green pass: hanno premura di vaccinarsi. Anche per questo motivo l’hub ha aperto anche ai non prenotati.

Nel frattempo, il numero dei medici in servizio nella struttura è diminuito di otto unità, a seguito del mancato rinnovo dei contratti per i medici assunti all’inizio della campagna vaccinale, attraverso un’agenzia interinale. È unproblema che riguarda l’intero territorio regionale e non di facile soluzione. Con otto medici in meno a fare i turni, anche se il Servizio di Igiene ha ripreso a reclutare medici volontari e in pensione, è evidente reggere ritmi di vaccinazioni così elevati (circa 600 inoculazioni al giorno) diventi complicato. Forse va quindi rivisto il sistema di accesso.

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