Fogne a San Giovanni, si riparte

Cabras. I lavori erano stati bloccati per la presenza di tantissimi reperti archeologici nel Sinis

CABRAS. Una data certa sulla fine dei lavori non c’è. Al momento nemmeno si sa quando riprenderanno, ma il cambio di passo è dietro l’angolo. Bloccati alcuni mesi fa dalla scoperta di nuovi ritrovamenti archeologici, i lavori per costruire la rete fognario di San Giovanni di Sinis cercano un nuovo percorso e nuovi progetti per ripartire. Il sindaco Andrea Abis rassicura chi negli ultimi tempi si è chiesto perché i lavori non ripartissero. A dire il vero il problema non era solo legato ai ritrovamenti di antichi reperti, ma anche all’eccessivo carico di lavoro che grava sull’Ufficio tecnico comunale.

Così si è scelta una nuova strada ed è lo stesso primo cittadino ad annunciarla: «È stata avviata una nuova programmazione e i progetti ricadono interamente sotto la responsabilità dell’Area Marina Protetta, perché c’era bisogno di una visione coordinata. Prima alcuni erano seguiti dalla stessa Area Marina, come quello della strada di Tharros, e altri, come quello della rete fognaria che si è bloccato erano in carico all’Ufficio tecnico comunale. Per questo motivo abbiamo deciso di assegnare direttamente all’Area Marina entrambi i progetti».

Tutto questo dovrebbe garantire un’accelerata: «Dando assistenza all'AMP dal punto di vista tecnico attraverso supporti esterni, si riuscirà a velocizzare gli interventi, visto che la procedura amministrativa è già ripartiti. La sospensione di molti mesi era data dal fatto che i progetti vanno coordinati e l’Ufficio tecnico non aveva organici in grado di seguire, contemporaneamente, gli interventi ordinari e uno così complesso come quello delle fogne di San Giovanni».

Ripartita la procedura burocratica, per l’amministrazione inizia ora una corsa contro il tempo. «Abbiamo in programma diversi incontri con la Soprintendenza – ha spiegato Abis –, perché dobbiamo coordinare le varianti a tutti i progetti, in quanto purtroppo un aspetto sostanziale della complessità del progetto fognario a San Giovanni è rappresentato dalla presenza su quasi tutto il sottosuolo di reperti archeologici. L’andamento dei lavori dipende quindi da questo e le decisioni sul tipo di opera da compiere andranno prese direttamente sul campo. A Tharros ci eravamo dovuti fermare proprio nel momento in cui erano stati fatti dei ritrovamenti archeologici e ovviamente la zona ne è piena. Lo sforzo progettuale è quasi interamente dedicato a trovare delle alternative, delle varianti».

Di fronte ad alcune critiche il sindaco replica citando se stesso: «Prima dell’estate dissi che avremo ripreso in autunno il progetto, così come che entro novembre avremmo fatto la strada per Maimoni. Stiamo rispettando gli impegni presi e mi auguro che con la Soprintendenza si riesca a trovare una soluzione quanto prima. Le piogge ci rallenatno e stanno devastando i cantieri, ma non voglio addurre scuse: anche se siamo costretti a rinviare i sopralluoghi, stiamo risolvendo la parte burocratica e amministrativa».

Fatta salva la complessità del progetto, nei prossimi mesi è lecito aspettarsi novità importanti. «Stiamo studiando già la fase esecutiva – sottolinea Andrea Abis –. Ho anche chiesto al direttore dell’Area Marina di iniziare ad occuparsi anche della parte relativa al depuratore. Non posso sbilanciarmi e dare date certe, perché ci saranno da apportare varianti al progetto man mano che i lavori procedono, ma l’obiettivo è attivare quanto prima un lotto esecutivo funzionale. Sapevamo fin dall’inizio che il progetto fognario per San Giovanni sarebbe stato molto difficile, i cittadini però possono star tranquilli, il procedimento ha ufficialmente ripreso a camminare».

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