Finse di essere investito, condannato

Aveva denunciato un automobilista, ma le telecamere lo smentirono

ORISTANO. Aveva denunciato un automobilista raccontando che, dopo averlo investito sulle strisce pedonali in via Cagliari, era andato via senza soccorrerlo. Invece si era inventato tutto. Si può ipotizzare che pensasse di incassare i soldi di un eventuale risarcimento dei danni, oppure non si sa cosa avesse in mente il 22enne di Narbolia, Fabio Contini, 22 anni. Il giudice monocratico, accogliendo le richieste del pubblico ministero Daniela Muntoni, l’ha condannato a due anni per calunnia.

Nel 2017 si era recato alla caserma della polizia locale e aveva raccontato che, poco prima, era stato investito da un’auto, proprio mentre attraversava sulle strisce pedonali. Disse di esser stato colpito a un ginocchio e, a causa dell’urto, di essersi accasciato a terra, ma che l’automobilista, invece di fermarsi, se n’era andato via. Raccontò ancora di esser riuscito ad annotare la targa dell’auto, attraverso la quale, gli agenti risalirono al presunto investitore.

Non aveva però messo in conto che in via Cagliari, da tempo, ci fossero le telecamere del servizio di videosorveglianza e che le immagini registrate potessero essere una delle prime cose che la polizia locale avrebbe visionato. Le riprese, infatti, lo sconfessarono. Non c’è una sola immagine dell’incidente, di persone che si accasciano a terra e di auto in fuga. Anche l’automobilista, accusato di non averlo soccorso, chiamato in caserma, aveva da subito negato. Insomma, già dalle indagini emerse che l’imputato si fosse inventato tutto. A questo punto fu lui a essere denunciato con l’accusa pesante di calunnia. Al termine dell’udienza preliminare, difeso d’ufficio dall’avvocata Rosina Lochi, era stato rinviato a giudizio. Ieri è infine arrivata anche la sentenza del giudice monocratico che conferma l’accusa e lo condanna a due anni di reclusione. Ora può fare appello.

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