Vaccini, ancora caos e attese sotto la pioggia

Tante proteste soprattutto per i disagi causati agli anziani. Da oggi niente dose senza prenotazione

ORISTANO. Tre ore e mezza di attesa, al freddo e sotto la pioggia per essere vaccinati. Anche ieri, all’hub di Sa Rodia è stata una giornata di passione per le centinaia di persone che si sono messe in fila per l’immunizzazione. Folla fuori dai cancelli e una volta arrivati nel cortile, gli utenti non hanno trovato granché riparo, dato che pioveva anche attraverso i gazebo e le poche sedie a disposizione, dove almeno gli anziani speravano di sedersi, erano bagnate.

Inevitabili le proteste. C’è chi si lamenta perché all’ingresso non vengono rispettati gli orari di arrivo e nemmeno quelli stabiliti attraverso le prenotazioni e per chi si imbuca e riesce ad entrare prima di chi comunque, pazientemente, era già in fila. Come già avvenuto nei giorni scorsi, si scopre poi che il siero non è Pfizer, come era stato previsto, ma Moderna. Molti si lamentano, ma in queste condizioni l’unica scelta potrebbe essere quella di rinviare il richiamo e quindi di non essere coperti dal contagio: è un rischio che quasi nessuno vuol correre.

Anche stavolta, tutto sembra dipendere dal fatto che si sia scelto di vaccinare anche i non prenotati, tra questi non solo quelli che ancora devono fare la prima dose. L’Assl cerca di porre di rimedio e fa sapere che, da oggi, ci si potrà presentare solo su prenotazione e che, senza prenotazione, saranno accettate solo le persone che vorranno sottoporsi alla prima dose di vaccino.

Attraverso una nota del Comune l’Assl fa conoscere i nuovi orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 14 e dalle 15 alle 18, poi chiede di rispettare gli orari di prenotazione.

«Serve una miglior organizzazione – protesta il consigliere comunale del Pd, Efisio Sanna –, non ci si comporta così con gli anziani, costringendoli a ore di fila in condizioni disumane». In coda ci sono tanti anziani, tra cui ultraottantenni che devono fare la terza dose. Molti arrivano dai centri lontani dato che, malgrado le richieste, l’Ats non ha disposto vaccinazioni nei Comuni di residenza. Problema sollevato più volte anche dal consigliere regionale e sindaco di Santu Lussurgiu, Diego Loi. «Costringerli a file interminabili sotto le intemperie e a viaggi in auto con le strade ghiacciate o innevate, non mi sembra un buon modo per facilitare la vita delle persone». (m.c.)

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