Strade come mulattiere, case e campi inaccessibili

Proteste da varie zone alla periferia della città, le segnalazioni cadono a vuoto Disagi e danni economici per la mancata pulizia di canali e del manto stradale

ORISTANO. Siamo solo a inizio dicembre e le piogge potrebbero andare avanti ancora per vari mesi, ma nelle campagne di Oristano e delle frazioni la situazione è ormai diventata insostenibile per centinaia di semplici cittadini e lavoratori. Dalla zona di Fenosu sino a Pesaria, passando per il portale monumentale di Vitu Sotto al Rimedio e la campagna fra Nuraxinieddu e Donigala, le strade bianche prive da anni, se non decenni, di manutenzione sono spesso impraticabili. Senza contare i problemi che si verificano anche all’interno dei centri abitati, da via Padova a Nuraxinieddu a varie strade di Torregrande, dove è impossibile scendere dalla macchina senza stivali di gomma. E le difficoltà ci sono anche a Oristano, dove un enorme pozza si forma continuamente in via Busachi, dietro la scuola media o in via Giotto di fronte alla clinica.

La situazione non provoca solo disagi, fastidi e grave peggioramento dell’umore, ma può anche avere pesanti ricadute sulle attività economiche. Lo denunciano Stefano Puddu e Marisa Serpi, titolari di un’azienda zootecnica nelle campagne di Is Pastureddas. «La pioggia di questi giorni ci sta creando parecchi problemi. A causa della mancata manutenzione dei canali di scolo, pieni di immondizia e invasi dalla vegetazione, l’acqua straripa dagli argini e invade le strade e i campi». Il problema è che i percorsi diventano impraticabili: «Dovrei passare con le pecore in uno dei sottopassi della 131 in prossimità dello svincolo di Fenosu per Cagliari, ma non possiamo attraversare. Inoltre, avevamo seminato i campi per il pascolo, ma ora non possiamo accedervi e le colture sono destinate a marcire».

Le richieste di aiuto sono rimaste sinora inascoltate: «Ogni anno sollecitiamo al Consorzio di Bonifica interventi per pulire i canali, ma c’è sempre qualche motivo che gli impedisce di farlo. Noi però paghiamo le tariffe che comprendono anche questo servizio. Se la pulizia venisse effettuata regolarmente, gli allagamenti non ci sarebbero».

Stessa situazione al Rimedio, dove una famiglia può uscire di casa solo in macchina, non senza difficoltà, a causa di una profonda pozza. Siamo di fronte all’esemplare più bello dei tanti portali signorili delle campagne oristanesi, quello costruito da Vito Sotto nel tardo Settecento, definito dall’architetto Vico Mossa uno dei punti più alti dell'architettura barocca in Sardegna. «Sembra un monumento di Venezia più che di Oristano – commenta con amara ironia Anna Maria Manni, che abita proprio lì –. A piedi non si può uscire dal cancello, mentre in macchina bisogna stare attenti e abbiamo già avuto danni, perché la pozza è davvero profonda. Sono anni che siamo in questa situazione, e le continue lamentele al sindaco e all’amministrazione non hanno portato a nulla. La strada che arriva dal Rimedio era stata asfaltata e c’è anche il marciapiede, ma nessuno si è mai occupato della manutenzione e ora è come se non ci fosse. Circa cinque anni fa è stato rifatto l’asfalto, ma si sono fermati quindici metri prima del portale. Di anno in anno la situazione peggiora: ci dicono che il problema è dovuto al transito dei mezzi pesanti, ma è chiaro che se ci fosse la manutenzione i camion non farebbero danni».

Poco cambia se ci sposta nella zona fra Donigala e Nuraxinieddu: alcune strade che sbucano sulla 292 sono percorribili solo a bordo di un mezzo anfibio, ma un gesto semplice come uscire o rientrare in casa non può richiedere lo stesso sforzo logistico dello sbarco in Normandia.

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