«Vogliamo cambiare definitivamente quella via»
Illustrati i nuovi progetti per la fase-due del programma di recupero e valorizzazione ambientale
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CABRAS. L'esperienza di 5 giorni di Save The Traditional Cabras, workshop internazionale ideato dall'associazione SinisTerrae, si è chiusa con un partecipato convegno finale con il sindaco di Cabras, Andrea Abis, la Regione, con Emanuela Manca, i rappresentanti degli ordini degli Architetti di Cagliari e Sassari, la Confartigianato di Oristano, con il direttore Piero Franceschi, e il Politecnico di Torino, rappresentato dalla professoressa Carla Bartolozzi e dall'architetto Luciano Pia. «Quest'esperienza segna un primo punto e un obiettivo raggiunto – ha sottolineato il sindaco – il coinvolgimento della comunità. Per noi è importante proseguire con questo laboratorio e trasformarlo come gruppo di dibattito e partecipazione nell'evoluzione che avrà la programmazione di Cabras nel 2022, con il PUC e il Piano del Centro Storico. Bisognerà rompere schemi e pregiudizi». L'approccio dell'architettura Green potrebbe avere importanti sviluppi in tutta la provincia. «Quanto fatto a Cabras può essere un modello per recuperare i centri storici della provincia – ha detto Franceschi – bisogna far sì che ci sia la trasmissione della tradizione dagli anziani alle giovani leve».
Il progetto vivrà nel 2022 la sua seconda fase: «Vogliamo essere pionieri ed antagonisti di quanti vogliono rimanere ancorati al passato – ha dichiarato Daniela Meloni, una delle organizzatrici – il nostro esempio ha iniziato a far riflettere le persone. Vorremo che il laboratorio influenzasse esperienze simili anche in altri paesi. Siamo aperti agli sviluppi, tenendo questo come progetto pilota. Ad aprile vorremmo estendere l'area verde e il pergolato a tutta la via Battisti, per unire, incantare e ombreggiare, rendendola un'installazione permanente. Per far questo la strada andrà smantellata e rifatta con una pavimentazione facilmente percorribile, compatibile con le abitazioni in terra cruda». (p.cam.)
Il progetto vivrà nel 2022 la sua seconda fase: «Vogliamo essere pionieri ed antagonisti di quanti vogliono rimanere ancorati al passato – ha dichiarato Daniela Meloni, una delle organizzatrici – il nostro esempio ha iniziato a far riflettere le persone. Vorremo che il laboratorio influenzasse esperienze simili anche in altri paesi. Siamo aperti agli sviluppi, tenendo questo come progetto pilota. Ad aprile vorremmo estendere l'area verde e il pergolato a tutta la via Battisti, per unire, incantare e ombreggiare, rendendola un'installazione permanente. Per far questo la strada andrà smantellata e rifatta con una pavimentazione facilmente percorribile, compatibile con le abitazioni in terra cruda». (p.cam.)
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