Il prefetto: «Sartiglia? Si può fare»

Fabrizio Stelo accende la speranza: «Non diamo certezze, ma se si accettano limitazioni ci sarà»

ORISTANO. Lo spiraglio inizia a diventare qualcosa di più grande, almeno una finestrella da cui si vede un raggio di sole. Così come si riescono a organizzare altre manifestazioni pubbliche, anche per la Sartiglia le possibilità di rivedere sul percorso cavalli e cavalieri sembrano in costante rialzo. Il borsino della prefettura da settimane è sul segno positivo, anche se, vista l’instabilità del periodo, ci vuole un attimo perché crolli verso il basso. Eppure l’ottimismo traspare dalle parole, prudenti ma pur sempre bene auguranti del prefetto Fabrizio Stelo. «Ci stiamo lavorando», dice, e qui emerge tutta la circospezione che sottintende al ruolo dell’alto funzionario che sa di non poter promettere qualcosa che non è certo di mantenere. Però qualcosa di più di una flebile fiammella c’è: «Non azzardo previsioni, perché da qui a fine febbraio può succedere di tutto col covid, ma sicuramente con le regole attuali, la possibilità perché si svolga c’è. Se la città è pronta ad accettare un’edizione con delle limitazioni che riguardano soprattutto il contorno e il pubblico, allora si può davvero pensare di farla. Al momento mi sembra che ci sia la collaborazione di tutti affinché si vada in questa direzione, sebbene tutto rimanga ovviamente legato all’andamento dell’epidemia e alla possibilità che le manifestazioni vengano di nuovo bloccate in tutta Italia».

Forse non ci saranno bancarelle e manifestazioni collaterali; è assai probabile che ci saranno il numero chiuso e magari i spazi delimitati; certamente si dovranno evitare gli assembramenti in alcuni punti e per certe fasi cruciali della giostra; ovviamente saranno obbligatori il green pass e le mascherine, ma stavolta non ci sarà l’edizione formato mignon della “corsa non corsa” di un anno fa, limitata alla sola pariglia del componidori. Allo stesso tempo è inutile pensare che da qui a fine febbraio sarà tutto come nel 2020, quando l’irrompere del covid aveva solo sfiorato la manifestazione. «Siamo al lavoro perché si faccia, ma prima di gennaio sarà comunque impossibile sciogliere i dubbi.

In ogni caso la buona volontà e l’impegno per trovare le soluzioni ce li stiamo mettendo», conclude il prefetto che, anche nei prossimi giorni, sarà al lavoro assieme al Comune, alla Fondazione Oristano, ai gremi e a tutte le forze dell’ordine e di sicurezza per individuare le modalità di organizzazione più consone, limando ogni possibilità di rischio per la salute, eppure garantendo quel minimo di tradizione che dia alla Sartiglia la forma di Sartiglia.

La comunicazione è arrivata al termine della cerimonia con cui ieri il prefetto ha consegnato le onorificenze, le medaglie e gli attestati di merito concessi dal Presidente della Repubblica, dalla Fondazione Carnegie e dal Capo della Polizia. Il titolo di cavaliere al merito della Repubblica è andato all’ingegnere Andrea Barone, al geometra Vincenzo Granata e al geometra Antonio Nolis, in servizio al comando provinciale dei vigili del fuoco. Alla signora Maria Giovanna Mastinu di Tresnuraghes sono stati consegnati l’attestato e la medaglia commemorativa di vittima delle foibe, dove fu gettato il nonno Giovanni Maria Mastinu, sottotenente dei bersaglieri, catturato nel maggio del 1945, deportato in Jugoslavia, fucilato. La medaglia della Fondazione Carnegie è andata a Matteo Rigamonti, assistente capo della polizia che nel mare di San Vero Milis ha salvato cinque ragazzi alla deriva nel mare in burrasca. La medaglia di bronzo per anzianità di servizio è stata concessa dal capo della polizia a Marco Sechi, vice ispettore in servizio presso il centro di addestramento e istruzione professionale di Abbasanta.

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