La Nuova Sardegna

Oristano

«La censura al medico è un’assurdità»

di Michela Cuccu
«La censura al medico è un’assurdità»

Il Comitato per la salute contro il provvedimento preso dall’Assl nei confronti del sindacalista Giampiero Sulis (Cimo)

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ORISTANO. «Il dottor Giampiero Sulis ha subito una gravissima ingiustizia. Tutti sono a conoscenza delle difficoltà che hanno affrontato gli ospedali durante la pandemia, rimasti spesso privi dei dispositivi di protezione individuale. Se denunciarlo costa una censura siamo all’assurdo. Anziché processare, la direzione sanitaria doveva invece ringraziare chi come il rappresentante della Cimo ha fatto il suo dovere: segnalare i problemi. Senza le sue e di altri, di denunce, non ci sarebbe stata tanta mobilitazione anche da parte di comuni cittadini che hanno acquistato, per donarli agli ospedali, i dispositivi indispensabili per proteggere gli operatori sanitari e i pazienti. Per questo motivo avevamo promosso la manifestazione a suo sostegno. Ne faremo anche altre, se necessario». Commenta così, Maria Carmela Marras, una delle portavoce del Comitato per il diritto alla salute, la vicenda della censura commutata dalla commissione disciplina ad medico sindacalista Giampiero Sulis. È solo una delle tante voci che si sono levate a sostegno del medico che, contro il provvedimento ha annunciato un ricorso e che era finito sotto processo per aver riferito sulle colonne de La Nuova Sardegna, che anche al reparto covid dell’ospedale di Ghilarza erano mancati i dispositivi di protezione.

Il Comitato per la difesa della salute, interviene anche in merito agli impegni di potenziamento dell’ospedale San Martino, annunciati dai vertici dell’Assl al recente convegno sulla storia e il futuro dell’ospedale di Oristano. «Vorremo essere ottimisti anche noi, come si è mostrato il direttore sanitario Sergio Pili e, perciò, prendiamo i numeri enunciati sul nuovo personale in ingresso, come un primo passo che testimonia il riconoscimento di un problema nella gestione della sanità ospedaliera e l’impegno volto alla sua risoluzione», scrive il comitato: «C’è un’immensa distanza tra le preoccupazioni e la realtà raccontate dai Comitati di cittadini e dall’Ordine dei medici di Oristano, che si confrontano quotidianamente con i problemi di organizzazione del servizio e di accesso alle cure e l’ottimismo del direttore sanitario, che sciorina briciole numeriche su cui affida la soluzione di ogni difficoltà; che si ritiene soddisfatto del ricorso ai medici in affitto per superare le criticità del pronto soccorso, quale modalità da ampliare e ci auguriamo di assistere al superamento delle diseguaglianze che stiamo vivendo e che stiamo patendo, sperando in un dialogo onesto e sincero sul disegno che si sta portando avanti – prosegue la nota –. Ci auguriamo di non aver più bisogno di un comitato di cittadini per difendere un diritto che la Costituzione ha già sancito come diritto fondamentale. Ora ci chiediamo – conclude il documento – se davvero siamo troppo ottimisti».

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