La Nuova Sardegna

Oristano

Il covid spaventa Ghilarza: contagi a quota 53

di Maria Antonietta Cossu

Sono 21 i positivi in più rispetto al precedente bollettino. Preoccupazione soprattutto per le scuole

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GHILARZA. L’avanzata del coronavirus comincia a destare preoccupazione in paese, dove il numero dei contagi è balzato a 53. Il bollettino sanitario diramato ieri dal Comune riporta 21 positivi in più rispetto all’ultimo aggiornamento. Nel computo rientrano diciassette bambini tra gli otto e gli undici anni e un adolescente di quattordici. Alle ultime 24 ore risale anche la scoperta di un nuovo caso di infezione nelle scuole dell’obbligo. Subito dopo la comunicazione dell’Ats, la direzione dell’istituto comprensivo ha disposto un periodo di sorveglianza e lezioni in dad per gli alunni della 1ª A delle elementari, che si aggiungono agli studenti di altre cinque sezioni delle primarie e delle medie in quarantena da svariati giorni. Mercoledì i bambini del primo anno si sottoporranno al test molecolare e se l’esame escluderà la circolazione del virus potranno riprendere le lezioni in presenza al rientro dalle vacanze natalizie.

La gestione dell’emergenza in ambito scolastico sta suscitando perplessità e malcontento tra alcuni gruppi di genitori, che non condividerebbero le misure di contenimento adottate dalla dirigente Marina Enna. Qualcuno si sarebbe spinto anche oltre le contestazioni, invocando la chiusura delle scuole dell’infanzia e dell’obbligo in attesa che si arresti la diffusione del virus tra i più piccoli. A tentare di smorzare le polemiche ci ha provato il sindaco Stefano Licheri, ricordando a quali compiti sono chiamate le istituzioni locali coinvolte nell’attività di prevenzione e lotta alla pandemia: «Ognuna di esse ha un ruolo e responsabilità precise e delle regole a cui attenersi, non si può fare come si vuole. La dirigenza scolastica applica alla lettera i protocolli stabiliti dal ministero della Salute: con un solo positivo si isola l’interessato, in presenza di tre casi si mette in quarantena tutta la classe, esattamente il modo in cui si sta procedendo.»

Maggiori restrizioni vengono sollecitate alla stessa amministrazione comunale per arginare l’epidemia. Una parte dei cittadini vorrebbe più rigore, altri avrebbero gradito provvedimenti drastici, come l’annullamento di Arti e Sapori, la fiera di Natale organizzata per oggi dalla Pro loco d’intesa con il Comune. Il sindaco non ha ceduto, replicando di aver usato gli strumenti consentiti: «L’uso della mascherina all’aperto, che ho imposto, è tra quelli. Stiamo agendo secondo i criteri della zona gialla», ha dichiarato Licheri lanciando una provocazione: «Mi domando perché si chieda di rinunciare a un mercatino in un paese dove è obbligatorio indossare la mascherina anche all’aperto, ma si è disposti a rinchiudersi in centri commerciale affollati per la spesa di Natale o per la corse ai regali.»

Intanto, mentre il virus avanza, riprendono a correre anche le vaccinazioni. Ieri nel centro territoriale di via Volta sono state somministrate circa 600 dosi a residenti di Abbasanta, Norbello, Boroneddu e di altri piccoli centri. Da gennaio 2022 sono previste due campagne mensili, una per gli abitanti di Ghilarza, parte dei quali ha ricevuto la dose di rinforzo il 7 dicembre, e una giornata dedicata ai residenti del circondario. Altri Comuni stanno organizzando le immunizzazioni in paese: l’amministrazione di Ardauli ha preso accordi con l’Ats e ha aperto le prenotazioni per gennaio sia per gli anziani e i fragili che per le altre fasce d’utenza, Il Comune di Santu Lussurgiu ha già fissato l’appuntamento per mercoledì 22, con priorità alle categorie fragili.

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