La Nuova Sardegna

Oristano

Nel Barigadu senza sanità crescono disagi e proteste

di Maria Antonietta Cossu
Nel Barigadu senza sanità crescono disagi e proteste

Cinque paesi non hanno il medico di base e l’assistenza diventa un miraggio Per Nughedu, Ardauli, Sorradile, Bidonì e Neoneli la soluzione non è vicina

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NUGHEDU SANTA VITTORIA. È trascorso un mese dalla protesta per l’assenza di medici in cinque paesi del Barigadu, ma dalla partenza dell’ultimo titolare di sede centinaia di utenti e pazienti hanno solo potuto sperimentare i disagi che comporta andare altrove per sottoporsi a visita, ricevere cure o semplicemente richiedere la prescrizione di esami e farmaci. E c’è addirittura chi è ancora privo di assistenza di base in attesa che si trovi una soluzione meno disagevole.

«L’iscrizione in altre liste di pazienti non è una scelta, ma un’imposizione – protesta la signora Lucia Zaru, che rifiuta l’idea per principio –. Parlo soprattutto a nome delle persone anziane e disabili che hanno malattie croniche, assumono tanti medicinali e devono essere adeguatamente seguite.» Patiscono lo stesso problema anche gli abitanti di Ardauli, Sorradile, Bidonì. Solo a Neoneli sembra essersi aperto uno spiraglio. È di ieri la comunicazione dell’amministrazione comunale dell’imminente arrivo di un medico dell’Unita sanitaria di continuità assistenziale che, una volta a settimana, si metterà a disposizione degli utenti rimasti senza medico di famiglia.

«Non è giusto che per alcuni paesi le soluzioni si trovino e per altri no. Quella sulla carenza di figure professionali non è una risposta che, come cittadini, siamo tenuti ad accettare. Perché le persone fragili e le comunità delle aree più marginali devono subire le conseguenze di una politica sanitaria inadeguata? – si sfoga la signora Zaru –. Ci stanno negando il diritto alla salute, non si può pensare di tamponare la situazione imponendo alle fasce più vulnerabili sforzi e sacrifici come le trasferte e le lunghe attese negli ambulatori di altre sedi.»

La deliberata rinuncia al medico non è una scelta isolata. «È il mio modo di esprimere dissenso su questo stato di cose – afferma una giovane abitante di Nughedu Santa Vittoria –, ma di certo non si possono permettere di fare altrettanto gli anziani e i malati, molti dei quali sono ancora privi di una figura di riferimento. Senza andare molto lontano, una mia parente da circa due mesi non può sottoporsi ad alcuni esami attraverso l’Assistenza domiciliare integrata, perché ogni prestazione deve essere prescritta dal medico di base.»

Protesta anche chi ha dovuto ripiegare sulle liste dell’Assl. «Ho svariate patologie, devo sottopormi a frequenti visite specialistiche e assumere quotidianamente molti farmaci, ma ho difficoltà a muovermi in casa, figuriamoci andare fuori paese – lamenta un’ultraottantenne con gravi disabilità –. Devo pagare altri per consegnare i referti e ritirare ricette, tutto ricade sulle spalle dei pazienti.»

All’orizzonte non si vedono schiarite. «La soluzione sta nei confini della norma nazionale, a cui non viene concesso di derogare. L’anno prossimo sarà pubblicata la sede vacante e poi si aprirà la selezione per assegnarla, ma purtroppo questa trafila richiede tempo.» spiega il sindaco e consigliere regionale Francesco Mura.

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