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Oristano

Il Romanico sardo protagonista al Tourisma

Il Romanico sardo protagonista al Tourisma

L’architettura medievale per la prima volta mostrata ai promoter mondiali del turismo archeologico

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SANTA GIUSTA. Conclusa la settima edizione del salone internazionale dell’Archeologia e del turismo culturale, Tourisma, tenutasi al palazzo dei Congressi di Firenze dal 17 al 19 dicembre scorsi, alla quale era presente, anche la Fondazione Sardegna Isola del Romanico, ospitata nello stand allestito dalla Regione con la collaborazione della Casa Editrice Carlo Delfino.

L’architettura romanica in Sardegna, mostrata per la prima volta al grande pubblico del turismo culturale internazionale, attestata in oltre 150 chiese isolane, ha riscosso grande interesse tra gli studiosi e gli specialisti del settore presenti alla due giorni fiorentina. Lo stand è stato visitato anche dall’Assessore regionale al Turismo Chessa che ha espresso parole di elogio per la rete dei comuni sardi, costituitisi solo da qualche mese in una Fondazione destinata a diventare un’eccellenza nel panorama turistico internazionale.

Il prenuragico, con la statuaria megalitica rinvenuta nella collina cabrarese di Monte ‘e Prama, il nuragico e il periodo Medioevale dei Giudicati, rappresentato dal Romanico, sono indicativi di un’epoca storica in cui i sardi hanno lasciato importanti testimonianze del loro protagonismo nell’area del Mediterraneo e non solo. Alle grandi e importanti opere del megalitismo e della statuaria, si aggiungono quelle risalenti al periodo giudicale, anch’esse documentate da numerose fonti manoscritte che attestano la storia dei Giudici e dei loro rapporti con alcune delle famiglie più potenti d’Europa.

I Condaghes, libri amministrativi compilati dai monaci amanuensi facenti parte degli ordini religiosi presenti nell’isola, nei quali venivano annotati i rapporti col territorio, con le sue chiese e i villaggi ora scomparsi, costituiscono preziose testimonianze di una Sardegna che non c’è più ma che viene riscoperta attraverso i nomi delle chiese campestri sorte intorno agli antichi villaggi medievali andati irrimediabilmente perduti.

Occasioni come quelle offerte da Tourisma, grazie al lavoro realizzato dal presidente della Fondazione Antonello Figus e dall’esperto di archeologia medioevale Marco Milanese, ha evidenziato tutte le potenzialità, in chiave turistica, dell’architettura romanica presente in Sardegna.

Piero Marongiu

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