Il vescovo con le vittime di violenza
Nell’omelia del Te Deum monsignor Carboni ricorda gli abusi su donne e bambini
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ORISTANO. «Ti chiediamo perdono Signore: per la violenza contro le donne, spesso per mano di coloro che avevano promesso eterno amore; per l’abuso contro i bambini. Per l’indifferenza verso coloro che arrivano stremati e distrutti da situazioni di povertà, guerra, emarginazione». Nell’omelia proclamata in cattedrale, nel pomeriggio di san Silvestro, l’arcivescovo di Oristano ha invitato a cantare il Te Deum di fine anno – inno di ringraziamento composto nel IV secolo - con gratitudine, richiesta di perdono e memoria del cammino fatto per riprendere con nuova speranza il 2022.
Per la drammaticità e la frequenza dei casi, due tentati omicidi e tre omicidi in soli sette mesi si è fatta pressante per la Chiesa la richiesta di perdono per i tanti modi che ha assunto la violenza contro le donne. Se ne è fatto interprete la vigilia di capodanno lo stesso Vescovo, che ha anche invitato i fedeli a interrogarsi sulle relazioni stabilite con Dio e con gli altri nel corso dell’anno “vecchio”. « Per capire – ha detto il presule - se il mondo delle nostre relazioni con Dio e con gli altri è maturo oppure ha bisogno di essere maggiormente curato. Se siamo “in cammino” o abituati alla staticità».
Padre Carboni fa anche un bilancio delle Arcidiocesi. «Ti rendiamo grazie Signore per il tanto bene silenzioso che ogni giorno molti uomini e donne seminano attorno a loro. Per chi si occupa della sofferenza degli altri e di lenire ferite interiori ed esteriori. Per chi fa bene il proprio lavoro a beneficio di molti, per i genitori che con amore e dedizione si spendono per i loro figli»
Prima del Te Deum l’arcivescovo si è fatto fa portavoce di una pubblica confessione. «Ci riconosciamo deboli e peccatori. Forse non abbiamo fatto il bene che vedevamo, che sapevamo. Abbiamo piuttosto fatto il male, ci siamo lasciati tentare». L’arcivescovo prega anche perché il popolo trovi la via della speranza e del rilancio: «Il Signore, se ritorniamo a Lui, ci offre la misericordia e il perdono, ci aiuta a ricominciare a vivere senza chiuderci in noi stessi e nei nostri recinti. Preghiamo e chiediamo di sostenere la nostra speranza, e poi, secondo la sua promessa – conclude padre Carboni - noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia. Perché Dio vuole il bene dell’uomo e lo fa suscitando uomini e donne che amano la pace, che parlano di pace, che spingono verso la pace. Aiutaci, Signore ad essere fra queste persone».(m.g.)
Per la drammaticità e la frequenza dei casi, due tentati omicidi e tre omicidi in soli sette mesi si è fatta pressante per la Chiesa la richiesta di perdono per i tanti modi che ha assunto la violenza contro le donne. Se ne è fatto interprete la vigilia di capodanno lo stesso Vescovo, che ha anche invitato i fedeli a interrogarsi sulle relazioni stabilite con Dio e con gli altri nel corso dell’anno “vecchio”. « Per capire – ha detto il presule - se il mondo delle nostre relazioni con Dio e con gli altri è maturo oppure ha bisogno di essere maggiormente curato. Se siamo “in cammino” o abituati alla staticità».
Padre Carboni fa anche un bilancio delle Arcidiocesi. «Ti rendiamo grazie Signore per il tanto bene silenzioso che ogni giorno molti uomini e donne seminano attorno a loro. Per chi si occupa della sofferenza degli altri e di lenire ferite interiori ed esteriori. Per chi fa bene il proprio lavoro a beneficio di molti, per i genitori che con amore e dedizione si spendono per i loro figli»
Prima del Te Deum l’arcivescovo si è fatto fa portavoce di una pubblica confessione. «Ci riconosciamo deboli e peccatori. Forse non abbiamo fatto il bene che vedevamo, che sapevamo. Abbiamo piuttosto fatto il male, ci siamo lasciati tentare». L’arcivescovo prega anche perché il popolo trovi la via della speranza e del rilancio: «Il Signore, se ritorniamo a Lui, ci offre la misericordia e il perdono, ci aiuta a ricominciare a vivere senza chiuderci in noi stessi e nei nostri recinti. Preghiamo e chiediamo di sostenere la nostra speranza, e poi, secondo la sua promessa – conclude padre Carboni - noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia. Perché Dio vuole il bene dell’uomo e lo fa suscitando uomini e donne che amano la pace, che parlano di pace, che spingono verso la pace. Aiutaci, Signore ad essere fra queste persone».(m.g.)
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