Elezione del sindaco, il caso finisce in Regione

Tadasuni. Interrogazione del Pd all’assessore agli Enti Locali: «Non si era dimesso da commissario»

TADASUNI. La presunta ineleggibilità del sindaco Pierpaolo Pisu è diventata un caso politico che va ben oltre i confini comunali del paese. Otto consiglieri regionali eletti nelle file del centro sinistra hanno presentato infatti un’interrogazione al governatore Christian Solinas e all’assessore agli Enti locali Quirico Sanna chiedendo di pronunciarsi in merito alla dubbia regolarità della candidatura di Pisu alla carica più alta del Comune, presentata quando ancora rivestiva il ruolo di commissario straordinario dell’ente locale.

L’eccezione era stata sollevata dalla minoranza in consiglio comunale a ottobre, durante la cerimonia d'insediamento dell’assemblea civica, circostanza riportata anche dai firmatari del documento, Gianfranco Ganau, Roberto Deriu, Valter Piscedda, Salvatore Corrias, Giuseppe Meloni, Cesare Moriconi, Giampietro Comandini e Rossella Pinna. Le argomentazioni, con cui gli esponenti del Partito Democratico della Sardegna hanno sostenuto la tesi dell’ineleggibilità di Pierpaolo Pisu, sono le stesse utilizzate a suo tempo dai consiglieri comunali Livio Deligia, Mauro Porcu e Silvia Demartis, che si erano appellati all’articolo 60 del Testo unico degli enti locali che regolamenta proprio le questioni amministrative e le eventuali incompatibilità di questi ultimi.

«Non c’è stata alcuna discontinuità fra l’incarico di commissario straordinario e la candidatura alle elezioni comunali», hanno rilevato gli autori del quesito sostenendo: «Prima di depositare la propria candidatura a sindaco, il commissario straordinario nominato dalla Regione avrebbe dovuto dimettersi dalla carica, invece ha continuato a svolgere quel ruolo anche in campagna elettorale.»

Su sollecitazione dell’opposizione locale lo scorso autunno il Comune di Tadasuni aveva richiesto il parere della prefettura di Oristano, che aveva rigirato il quesito al ministero dell’Interno. Qui avevano chiarito che la questione è di competenza dell’assessorato regionale agli Enti locali, interpellato due giorni fa dalla delegazione del Pd sardo che vuol sapere «Qual è la posizione della Regione rispetto al tema e quali conseguenti provvedimenti intende mettere in atto in proposito?» Dopo i vari rimpalli sarà trovato il bandolo della matassa? (mac)

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