Solarussa scopre l’antico cimitero

L’area monumentale da tempo abbandonata è piena di straordinari elementi architettonici barocchi

SOLARUSSA. Una perla quasi sconosciuta e dimenticata sta per riprendere vita. Sembra un gioco di parole visto che si tratta di un vecchio cimitero, eppure è così. Un chilometro quadrato d’area, adiacente alla Chiesa delle Anime e in stato di abbandono e degrado, utilizzata come discarica abusiva dagli incivili, sarà riqualificato e restituito alla comunità. Soprattutto l’antico cimitero di epoca barocca, conosciuto come Su campusantu ecciu, di grande interesse storico e artistico, ritroverà il suo antico splendore.

Con questo duplice obiettivo nei mesi scorsi l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Tendas ha dato esecutività all’ambizioso progetto redatto dall’architetto Danilo Scintu, lanciando la gara d’appalto. «I lavori sono stati assegnati a una ditta di Aritzo – ha spiegato il primo cittadino – e in questo momento si sta procedendo alla pulizia del sito eliminando la folta vegetazione spontanea che è cresciuta in tanti anni di abbandono».

L’intervento complessivo è stato finanziato dall’assessorato regionale ai lavori pubblici con 200 mila euro, provenienti dal Programma di Sostegno Rurale 2014-20, ma occorrerà reperire ulteriori risorse».

L’area di intervento, che sorge su un piccolo promontorio, che anticamente serviva per contenere le piene del Tirso, fa parte del complesso monumentale gotico-barocco del 1300-1700, rappresentato dalla chiesa parrocchiale, dalla chiesa delle Anime, dall’ossario e dall’antico porticato con 40 sepolture a cassetta. Il cimitero era stato fatto erigere, assieme alla chiesa adiacente, nel 1749 dal canonico Giovanni Stefano Orrù. La loro costruzione comportò la parziale demolizione dell’antico complesso del Monte granatico. Di quest'ultimo sono rimasti inglobati nel camposanto i magazzini per lo stoccaggio, riutilizzati come luogo di sepoltura con piccole tombe a cassetta. Attualmente restano in piedi le monumentali arcate a sesto acuto, un tempo coperte con un tetto in travi di legno, canne e manto di tegole.

All’interno della vasta area, che ricade ai margini del perimetro del centro matrice di Solarussa, sono compresi anche il porticato in stile gotico in mattoni di cotto, di circa 150 metri quadrati, con 40 tombe a cassetta in lastre di pietra, un antico ossario di 65 metri quadri, di cui restano in piedi solo le murature perimetrali, e tre tombe a camera ipogea, con la caratteristiche volte a botte, risalenti alla fine del ’700. Il cimitero, dopo l'editto di Saint Cloud del 1804, che sancì l’obbligo di sepoltura fuori dai centri abitati, venne definitivamente abbandonato nel 1934 con la realizzazione del nuovo camposanto. L'intervento di pulizia ha fatto riemergere le antiche strutture, le cui foto hanno suscitato stupore e grande interesse.

Una volta terminata l’impegnativa opera di bonifica, il progetto di riqualificazione prevede varie fasi. «La successiva – spiega il sindaco Tendas – riguarda il consolidamento e il risanamento conservativo dei muri perimetrali. Ulteriori interventi sono all’esame della Soprintendenza per Cagliari e Oristano: il consolidamento delle strutture ad arco, la ricostruzione dell’arco mancante e della copertura del porticato, la posa di inferriate e di un cancello, la sistemazione del cimitero e l’installazione di una pavimentazione, il restauro del portale di ingresso, la posa di arredi urbani e di essenze vegetali». L’antico cimitero diventerà così un documento vivente della storia del paese, secondo la volontà espressa dalla comunità in un’assemblea cittadina che si è tenuta nell’aula consiliare del Comune.

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