Apre oggi il reparto covid all’ospedale Delogu

Intanto corre la vaccinazione: a Ghilarza e ad Ales ieri c’è stato il record di somministrazioni

GHILARZA. Il reparto covid dell’ospedale Delogu riapre oggi, con un giorno di anticipo rispetto alla data prestabilita. Ieri sono stati trasferiti gli ultimi pazienti ricoverati in Medicina – quattro di loro sono stati affidati alle cure del personale sanitario del Mastino di Bosa e altri undici sono stati inseriti in alcune strutture socio-assistenziali delle province di Oristano e Cagliari –. Una soluzione non certo indolore per i malati e i familiari, preoccupati per i traumi emotivi che il trasbordo e il cambiamento repentino provocano nelle persone in condizioni di estrema fragilità. Sono però aspetti che di fronte alla necessità di alleviare la pressione sul pronto soccorso del San Martino e di fronteggiare il progressivo aumento dei ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive e sub-intensive sarde sono passati in secondo piano, tra il disappunto e la rabbia di chi subisce sulla propria pelle o indirettamente gli effetti della riorganizzazione dettata da circostanze straordinarie.

Lo stato di emergenza non può giustificare a oltranza riconversioni o rimodulazioni dei servizi sanitari senza prima provvedere ai necessari adeguamenti, come sottolinea il comitato civico in difesa del Delogu: «L’emergenza è per definizione circoscritta a un limitato lasso temporale e in questo caso se ne fa abuso – commenta il rappresentante Raffaele Manca –. Le riserve che abbiamo sempre espresso, e che nutriamo tutt’ora, sono legate al mancato adeguamento del reparto infettivi che, malgrado sussistessero le condizioni, non è stato dotato dell’impianto per la somministrazione dei gas medicali.» L’attivista ribadisce la posizione del movimento: «Con la situazione in cui versa l’ospedale di Oristano non si può pensare di ostacolare decisioni che servono a garantire il funzionamento del pronto soccorso, per cui riteniamo sia ragionevole la soluzione di Ghilarza per pazienti covid non gravi, ma devono essere affrontati e risolti tutti i problemi.» Uno di questi è la penuria di medici: sono 6 quelli che da oggi si occuperanno dei 15 pazienti covid dietro coordinamento del primario. Ai due interni e al chirurgo in pianta organica dell’ospedale sono stati mandati i rinforzi dal San Martino, a cui però vengono sottratte risorse umane indispensabili per evitare di andare in apnea.

Si anticipano i tempi sull’attivazione del reparto a bassa intensità di cure e si accelera sulla somministrazione della principale arma di difesa contro il virus. Ieri all’hub vaccinale di via Volta l’equipe formata dal direttore Sergio Obinu, dal dottor Stefano Madeddu, da Michele Delogu, Caterina Cadoni, Maria Paola Pinna, Daniela Arca, Antonella Solinas e Mariantonietta Casula ha inoculato 1.117 dosi tra booster, primo e secondo ciclo. È il numero più alto registrato sinora nei centri territoriali del distretto Ghilarza-Bosa.

Anche ad Ales si corre: ieri è stata una giornata da record con ben mille dosi somministrate. È stata l’infermiera Graziella Demuru a inoculare quella del traguardo che ha reso orgogliosa l’intera equipe.

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