Dieci anni per costruire alberghi e golf in pineta

Torregrande. Il progetto Ivi dovrà essere completato al massimo entro il 2032 Definiti volumetrie, alberghi, alloggi, servizi e impianti sportivi e benessere

ORISTANO. La Ivi Petrolifera avrà dieci anni di tempo per realizzare il progetto turistico da 36 milioni di euro al Pontile di Torregrande, altrimenti tutto l’iter burocratico dovrà ricominciare da capo. Lo stabilisce la delibera della giunta regionale che, nei giorni scorsi, ha posto fine alla procedura di valutazione di impatto ambientale, al cui interno si trovano numerosi dettagli sugli aspetti singoli del progetto e sulle prescrizioni formulate dalla stessa Regione. Il cuore del progetto riguarda la costruzione degli immobili destinati ad accogliere gli ospiti del complesso: in totale saranno realizzati tre alberghi, trenta residenze turistico-alberghiere e sessanta villette.

Il primo hotel sarà diviso in due edifici per un totale di 120 posti letto e un volume di 9mila metri cubi; il secondo e il terzo, più piccoli, potranno ospitare rispettivamente 28 e 56 visitatori. Ci saranno poi trenta residenze di tipo turistico alberghiero: si tratta di unità immobiliari singole, ma gestite unitariamente come all’interno di un hotel, con tutti i servizi aggiuntivi. Saranno suddivise in dieci complessi, composti da tre unità ciascuno, per un totale di 160 posti letto. Infine, ci sarà il villaggio composto di 60 residenze turistiche stagionali, con quattro tipologie di fabbricati, per una capacità ricettiva di 187 posti letto. In totale, il complesso, a pieno regime, potrà ospitare 551 persone.

Dettagliato anche l’elenco delle attrazioni che dovrebbero richiamare i turisti. All’interno del complesso sorgerà un centro benessere con piscina esterna e interna, entrambe di 80 metri quadri, sauna, bagno turco, locali per la cromoterapia, area massaggi e una palestra. Ci sarà spazio per una sala polifunzionale, destinata a eventi e congressi, un ristorante e un baby club. Non mancherà, ovviamente, la club house destinata sopratutto ai golfisti.

È stato proprio il campo da golf ad accendere negli anni scorsi le polemiche fra l’agguerrito comitato contrario al progetto da un lato e la ditta e il Comune dall’altro. Dopo il confronto fra le parti e le osservazioni degli enti partecipanti alla procedura di valutazione, l’azienda aveva ridotto il campo da 18 a 9 buche. Sei di queste si troveranno ai limiti del complesso, in aree che la delibera regionale identifica come «agricole marginali, campo retrodunale ed area golenale»; una buca, insieme alla club house e al centro manutenzione, sarà all’interno; due, infine, nell’area della pineta che circonda la parte edificata.

L’area deforestata ammonta a dieci ettari, divisi in parti più o meno uguali fra pineta ed eucalipteto e la Regione ha ribadito alla ditta l’obbligo a compensare i tagli, con la prescrizione di piantare i nuovi alberi al di fuori dell’area di interesse naturale dello stagno di Mistras. Fra le opere accessorie previste dal progetto, ci sono anche la realizzazione di una pista ciclabile sulla provinciale che porta al Pontile e il rifacimento della strada.

Lo stesso piazzale del Pontile dovrà essere oggetto di un intervento di riqualificazione, a completamento di quanto già realizzato dal Comune con il progetto Litus. In tutta l’area sono previste opere di urbanizzazione legate alle aree di sosta, all’illuminazione e alle reti di servizi, alla riqualificazione ambientale del compendio forestale e del sistema dunale di Torregrande.

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