Porticciolo, Tharros Yachting si prende il sicuro
È dalla stessa parte del Comune, ma se andasse male la causa ha chiesto il rimborso per la vendita
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ORISTANO. In attesa della decisione del magistrato Nicola Caschili, la vicenda legata allo scontro per la proprietà delle Marine Oristanesi si arricchisce di un nuovo capitolo. La Tharros Yachting, che aveva acquisito per 206 mila euro dall'ente locale la maggioranza delle quote della società che gestisce il porticciolo di Torregrande, ha infatti chiamato il Comune in causa davanti al Tribunale delle imprese di Cagliari. Si tratta quasi di un atto dovuto, ma questo non ne depotenzia le possibili conseguenze per le casse del Comune. Il procedimento in corso è stato avviato dal Circolo Nautico, socio di minoranza delle Marine che, negli stessi giorni, aveva acquistato le medesime quote messe in liquidazione dalle stesse Marine, per un corrispettivo di 21 mila euro. L'obiettivo del Circolo, difeso dall'avvocata Sandra Sassu, è quello di ottenere il riconoscimento della validità dell'atto di compravendita stipulato con le Marine, e conseguentemente, l'annullamento di quello fra Comune (Gianna Caccavale) e Tharros Yachting (Christian Stara). La contesa era cominciata nell'estate 2019 in un clima di duro scontro fra il presidente del cda delle Marine Costantino Porcu e i vertici politici e tecnici dell'amministrazione, che persiste tuttora. Comune e Tharros Yachting si trovano dunque dallo stesso lato del campo di battaglia. La società privata, nelle proprie controdeduzioni rispetto alla citazione del Circolo Nautico, ha sostenuto la regolarità della compravendita con il Comune e degli atti conseguenti, ma si è voluta lasciare una porta aperta. Nel caso in cui dovesse arrivare un pronunciamento favorevole al Circolo, infatti, la Tharros Yachting ha chiesto al tribunale di condannare il Comune al rimborso dei 206 mila euro già incassati per il pagamento delle quote, con tanto di interessi, danni e spese legali. Inoltre, ha chiesto che sia l'ente locale a farsi carico di tutte le ulteriori spese. (dav.pi.)
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