La Nuova Sardegna

Oristano

«Medicina al San Martino, condizioni inaccettabili»

di Michela Cuccu
«Medicina al San Martino, condizioni inaccettabili»

Il sindacato Nursind invia un esposto in Procura e ai vertici regionali e aziendali «Pochi medici e infermieri per turno, letti dei pazienti anche nei corridoi»

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ORISTANO. Pazienti in barella parcheggiati nei corridoi: al reparto di Medicina dell’ospedale San Martino, fino all’altro giorno, erano queste le condizioni a causa del sovraffollamento della struttura. E così se ne occuperà l’ufficio del Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Oristano, destinatario, assieme all’assessore regionale alla Sanità, direttore generale, vertici e dirigenti della Asl e direzione regionale del Lavoro, di una lettera-esposto firmata dalla segretaria del sindacato infermieristico Nursind, Angela Dessì.

Non usa mezzi termini la sindacalista che si è rivolta anche al legale della Nurisind, l’avvocato cagliaritano Roberto Peara, quando, nella lettera, spiega il motivo di un passo così pesante. «Porre fine alla stato di indifferenza generale che fino a oggi persiste e che pare rappresentare l'incapacità e l'ignavia dei vertici aziendali e regionali nel prendere provvedimenti utili ed efficaci per gestire le condizioni di estrema difficoltà dei reparti tutti e la sopravvivenza stessa del nostro nosocomio». Per il sindacato Nursind, la situazione nel reparto di Medicina «è diventata oltremodo allarmante a causa della pesantissima carenza di personale infermieristico e medico, a fronte del numero dei ricoverati che eccede i posti letto del reparto. Molti pazienti vengono appoggiati in altri reparti ma quando anche questi ultimi sono stati saturati, i nuovi ricoverati trovano posto in ambienti di fortuna non idonei ad accoglierli: ambulatori o sale visita, in letti aggiuntivi o barelle. Quando anche tutti gli spazi sono stati colmati – prosegue la lettera –, la soluzione è quella che pensavamo di esserci lasciati alle spalle per sempre: il corridoio. Senza alcun rispetto della privacy, in assoluta scomodità e disagio i pazienti dormono, mangiano e ricevono le cure igieniche in barella, non dispongono di servizi igienici o di arredi in cui riporre gli effetti personali, ma ancor più grave e inaccettabile, non hanno a disposizione erogatori di ossigeno o di aspirazione né campanello di chiamata». Il sindacato pone l’accento sul rischio per i pazienti «per lo più anziani, vulnerabili, con disabilità fisica o cognitiva sono costantemente a rischio di caduta dalle barelle mentre è particolarmente ardua la sorveglianza, stante l'elevato numero di degenti in rapporto all'esiguità del personale in turno gravato da carichi di lavoro elevatissimi». C’è anche un invito ai destinatari della lettera: «venite a verificare, urgentemente e di persona, quali sono le condizioni di lavoro per gli operatori e le inevitabili ripercussioni sulla gestione dei ricoverati».

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