Centro Ippico impossibile arrivarci

Il tratto che collega viale Repubblica a La Golena reso impraticabile dalla pioggia 

ORISTANO. Le piogge intense cadute in città recentemente, hanno reso quasi intransitabile alle autovetture il tratto di strada che collega Viale Repubblica con il Centro ippico La Golena e gli abitanti della zona. E i disagi sono aumentati ancora di più quando un grosso automezzo è rimasto impantanato nel fango per diverso tempo, tanto che per i titolari del maneggio hanno avuto serie difficoltà a proseguire l’attività equestre con i propri iscritti ai vari corsi. Le condizioni di precarietà in cui versa quella bretella stradale, lunga poche centinaia di metri, sono note da tempo ma, nonostante le ripetute segnalazioni e una petizione presentata al Comune tempo fa, fino ad ora nessun intervento manutentivo è stato effettuato e il problema rimane. Nei giorni immediatamente precedenti le festività di fine anno, sempre a causa delle abbondanti piogge, la strada è diventata un’autentica palude resa ancor meno transitabile dal camion rimasto prigioniero del fango, la cui rimozione non è stata affatto semplice. E, una volta liberato, al suo posto è rimasta una buca profonda e piena d’acqua larga quasi quanto l’intera carreggiata. «Il maneggio è frequentato quotidianamente da un elevato numero di iscritti ai nostri corsi, che vanno dal salto a ostacoli al dressage, volteggio, scuola pony e riabilitazione equestre – spiega l’istruttrice Federica Olmo – tutti chiaramente lamentano i disagi provocati dalle pessime condizioni in cui versa il tratto di strada che devono percorrere obbligatoriamente per arrivare al Centro ippico». Disagio che vivono anche i genitori dei ragazzi che fruiscono della riabilitazione equestre, visto che per portare i loro ragazzi in scuderia devono passarci anche loro mettendo a serio rischio rottura sospensioni e gomme delle auto. «I ragazzi che svolgono la riabilitazione equestre sono una trentina – aggiunge Federica Olmo – molti di essi, prima dell’ulteriore dissesto della strada, arrivavano in maneggio autonomamente adesso non più e devono essere accompagnati dai genitori, sommando disagio al disagio. Dispiace constatare che la solidarietà verso i soggetti più fragili sbandierata da esponenti delle istituzioni venga espressa solo a parole, visto che di fatti per rendere loro la vita meno complicata non se ne vedono». Intanto che si attende l’intervento di qualcuno atto a sistemare quelle poche decine di metri di sterrato, gli utenti del maneggio e i residenti della zona continuano a mettere a dura prova le parti meccaniche delle loro auto.

Piero Marongiu

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