IL COMMENTO
Quel silenzio sul futuro dell’edificio
di ENRICO CARTA
Più di ogni altra cosa, ciò che colpisce è il silenzio. Non tanto quello che si avverte in via Cimarosa, sebbene un mercato sia un luogo, anzi il luogo per eccellenza in cui il vociare ha diritto di...
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Più di ogni altra cosa, ciò che colpisce è il silenzio. Non tanto quello che si avverte in via Cimarosa, sebbene un mercato sia un luogo, anzi il luogo per eccellenza in cui il vociare ha diritto di cittadinanza. Il silenzio che fa rumore è quello delle parole che non arrivano da palazzo Campus Colonna, sede della giunta comunale. E se non arrivano le parole, di cui la politica non è mai avara, figurarsi se possano arrivare i fatti. I pochi operatori rimasti nei loro box “provvisori” di via Cimarosa meritano le risposte e le attenzioni che, in tutti questi anni, l’amministrazione Lutzu non ha dato.
Il sindaco e la sua giunta, il cui mandato scadrà in primavera, avranno anche avuto mille scusanti – e le prendiamo per buone – per non essere riusciti a fare mezzo passo avanti nella ristrutturazione della sede storica del mercato in via Mazzini, ma almeno un sussurro potevano e dovevano regalarlo alla città e agli operatori. Avrebbero almeno dovuto chiarire quali idee hanno su via Mazzini, su via Cimarosa, sul centro storico, sul commercio. Non è solo il solito problema per cui spesso ciò che deve essere provvisorio finisce per diventare definitivo. È un problema di visione della città e del suo cuore, il centro storico appunto. Non è solo un problema di commercio, è un problema anche urbanistico e, perché no, anche sociale, turistico, di traffico, di vivibilità. Il mercato di via Mazzini, per tanti oristanesi, ha rappresentato un punto di riferimento. Col passare degli anni – e non si faccia ironia su ciò – è diventato un bene storico da tutelare. Da rifondare in molte sue parti, da rendere più funzionale alle esigenze del commercio e della città che è cambiata parecchio dal momento della sua costruzione, ma pur sempre un bene storico. È anche un edificio strategico, perché collega due vie cruciali per la vita cittadina. Sarà il prossimo sindaco a chiarire che ruolo avrà. Magari lo stesso Lutzu, oggi così parco nel palesare le strategie.
Il sindaco e la sua giunta, il cui mandato scadrà in primavera, avranno anche avuto mille scusanti – e le prendiamo per buone – per non essere riusciti a fare mezzo passo avanti nella ristrutturazione della sede storica del mercato in via Mazzini, ma almeno un sussurro potevano e dovevano regalarlo alla città e agli operatori. Avrebbero almeno dovuto chiarire quali idee hanno su via Mazzini, su via Cimarosa, sul centro storico, sul commercio. Non è solo il solito problema per cui spesso ciò che deve essere provvisorio finisce per diventare definitivo. È un problema di visione della città e del suo cuore, il centro storico appunto. Non è solo un problema di commercio, è un problema anche urbanistico e, perché no, anche sociale, turistico, di traffico, di vivibilità. Il mercato di via Mazzini, per tanti oristanesi, ha rappresentato un punto di riferimento. Col passare degli anni – e non si faccia ironia su ciò – è diventato un bene storico da tutelare. Da rifondare in molte sue parti, da rendere più funzionale alle esigenze del commercio e della città che è cambiata parecchio dal momento della sua costruzione, ma pur sempre un bene storico. È anche un edificio strategico, perché collega due vie cruciali per la vita cittadina. Sarà il prossimo sindaco a chiarire che ruolo avrà. Magari lo stesso Lutzu, oggi così parco nel palesare le strategie.
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