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La Asl spegne sul nascere le speranze per nuovi dottori
BUSACHI. La Asl spegne le già esigue speranze di ripristinare l'attività di assistenza di base nel Barigadu. Nell'immediato non c'è alcuna possibilità di tamponare l'emergenza con l'impiego per poche...
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BUSACHI. La Asl spegne le già esigue speranze di ripristinare l'attività di assistenza di base nel Barigadu. Nell'immediato non c'è alcuna possibilità di tamponare l'emergenza con l'impiego per poche ore a settimana di sostituti o con l'ausilio delle guardie mediche diurne, come suggerito dagli amministratori locali: lo hanno confermato ieri alcuni stretti collaboratori del direttore generale al sindaco di Busachi, Giovanni Orrù. Facendosi portavoce dei colleghi, il primo cittadino aveva chiesto ad Angelo Serusi alternative valide contro il rischio di desertificazione dei servizi sanitari minimi. La reazione all'ennesima fumata nera ha il sapore della provocazione, ma così non è. «Il contratto di lavoro nazionale dà facoltà ai medici di scegliere dove lavorare e la Asl sostiene di non avere il potere di obbligare qualcuno ad andare dove non vuole. Chiediamo allora che venga creato il distretto sanitario del Barigadu se è l'unica possibilità di garantirsi la disponibilità di personale», ha detto il primo cittadino annunciando battaglia. Negli ultimi anni le mancate sostituzioni dei medici di famiglia hanno obbligato migliaia di residenti a richiedere il servizio in altre sedi, quasi tutte concentrate nel Guilcier. Questa situazione ha determinato un aumento della domanda di assistenza inversamente proporzionale all'offerta. Nei sedici comuni del distretto sanitario di Ghilarza distribuiti nell'Alto Oristanese operano otto medici, e di questi uno solo esercita nel Barigadu. «Per tanti anziani avere il dottore fuori sede significa pagare qualcuno per essere accompagnati in ambulatorio e, una volta lì, aspettare a lungo il proprio turno, oppure demandare il tutto a terzi, ma sempre pagando di tasca propria». (mac)
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