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Oristano

«Non prediche ma ascolto»

«Non prediche ma ascolto»

L’Arcivescovo Carboni alle religiose e ai religiosi riuniti in Cattedrale

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ORISTANO. Nel segno del Sinodo in svolgimento la XXVI giornata della vita consacrata celebrata ieri in cattedrale dall’arcivescovo Roberto Carboni, che ha affidato a suore e frati della diocesi una missione speciale: quella di aprirsi all’ascolto della realtà in cui vivono. «Fate sapere alla comunità, al popolo di Dio, come vedete il cammino delle Chiesa diocesana, quali ostacoli e resistenze si devono togliere perché il suo cammino sia spedito», ha detto il presule alla numerosa rappresentanza di religiosi/e delle diocesi di Oristano e Ales-Terralba, impegnate in un lento cammino destinato a concludersi con l’unificazione delle due Chiese.

L’arcivescovo ha chiesto al clero regolare e alle religiose di farsi missionari di sinodalità: «Spesso, per il vostro compito di educazione (in scuole primarie o secondarie, nel contatto con i bambini e ragazzi), siete chiamati ad entrare in relazione con le famiglie, i genitori. Vi esorto – ha detto il presule – a fare ascolto sinodale in quel contesto, anzi direi, create le condizioni per incontrare le famiglie e genitori, per ascoltare da loro qual è la Chiesa che vorrebbero, come si può contribuire con la propria presenza e testimonianza per far crescere la Chiesa in uscita».

La collaborazione dei religiosi può essere fondamentale per “capillarizzare” il sinodo: nella arcidiocesi di Oristano sono presenti 5 istituti religiosi maschili, 3 monasteri di clausura, 15 famiglie religiose femminili di diritto pontificio, 1 di diritto diocesano, 7 le congregazioni di suore presenti nella diocesi di Ales-Terralba. La pandemia ha messo in evidenza le tante difficoltà nel cammino della Chiesa; sono emersi i limiti, la partecipazione poco convinta, la frattura con mondo giovanile, la difficoltà nel cammino di iniziazione cristiana e la richiesta di sacramenti non sempre accompagnata da reale convinzione e scelta. «Ma vi è stato anche il desiderio di una fede più profonda – ha detto l’arcivescovo – un bisogno di preghiera e di spiritualità, il desiderio delle famiglie di vivere e trasmettere la fede ai figli». Come il Papa, anche monsignor Carboni chiede ai parroci e ora ai consacrati non “prediche”, ma “ascolto” .

Mario Girau



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