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Oristano

Cabras, tutti i progetti a rischio “stop” definitivo

di Paolo Camedda
Cabras, tutti i progetti a rischio “stop” definitivo

Il parere vincolante della Soprintendenza non consente scorciatoie Il Comune rischia di perdere finanziamenti e cancellare interventi necessari

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CABRAS. Anche i progetti per San Giovanni di Sinis e per Cabras, di vecchia e nuova ideazione, hanno avuto o avranno a che fare nel loro iter con il parere vincolante della Soprintendenza. Pure in questo caso, quindi, come per i collegamenti per Torregrande e il Sinis, c'è il rischio che tutti gli interventi restino bloccati a lungo, impedendo lo sviluppo della borgata marina e del paese.

I Progetti. «Per quanto riguarda i vecchi progetti per San Giovanni, c'è innanzi tutto quello complesso del sistema fognario in un'area archeologica rilevante – ricorda l'assessore ai Lavori pubblici e all'Urbanistica Enrico Giordano – è stato autorizzato ma nella messa in campo sono sorte problematiche di tutti i tipi. Anche lì tutto bloccato, quando bisognerebbe trovare un compromesso. Parliamo di servizi di urbanizzazione primaria. Nel passato hanno distrutto di tutto, ma adesso il nostro intervento è visto come inaccettabile...». E non è l'unico che la Giunta non ha il permesso di terminare. «C'è il percorso che dovrebbe sorgere sulla strada per Tharros, evitando che il fenomeno erosivo renda l'accesso all'area archeologica sempre più complicato. E c'è il problema dello sperone di spiaggia che rischia il crollo da un momento all'altro – sottolinea l'ingegner Giordano – contiene una tomba al suo interno e non possiamo intervenire. Vorremo evitare che il crollo avvenga in maniera incontrollata e proponiamo di buttarlo giù in presenza di un archeologo, che poi veda cosa contiene e metta in protezione i reperti. Niente da fare. Per loro è meglio lasciare le cose come sono, con il rischio che lo sperone crolli da sé senza controllo e poi il mare si porti via tutti i reperti. Anche in questo caso servirebbe più dialogo. Abbiamo provato a dirglielo in tutti i modi, ma ci hanno detto di realizzare un muro in cemento armato di 15 metri. I tecnici hanno scritto loro che l'acqua sarebbe comunque filtrata nella roccia, accelerando i processi di erosione. Abbiamo tutto pronto, soldi e progetto per la messa in sicurezza della spiaggia e non possiamo far nulla. Ci confrontiamo con funzionari giovani e assolutamente competenti, ma sembra di essere davanti ad un dinosauro della burocrazia».

Non mancano poi nuovi progetti che l'amministrazione vorrebbe lanciare ma che rischiano di essere bloccati sul nascere. «A San Giovanni è in programma la realizzazione di nuovi percorsi di mobilità lenta – annuncia l'assessore della giunta Abis – fra cui uno che da Mare Morto arriva fino a Tharros, e di capanne di falasco. Anche per queste opere servirà l'autorizzazione della Soprintendenza. Che cosa ne facciamo? Arriveranno anche per queste opere pareri negativi e non investiamo più? C'è la volontà, ci sono i soldi e loro bloccano i progetti. Non parliamo di aumenti di volumi, ma di percorsi di mobilità sostenibile. Ci troviamo bloccati come territorio da questi pareri negativi».

Il Lungostagno. L'amministrazione Abis ha pensato anche al lungostagno di Cabras, che necessita di interventi urgenti e attualmente è in condizioni di abbandono. «Abbiamo investito a livello di progettazione anche per un nuovo intervento all'interno di Cabras, con un accordo nell'ambito della Programmazione territoriale nell'Unione dei Comuni Costa del Sinis Terra dei Giganti. Prevediamo un rifacimento e un potenziamento pedonale e ciclabile lungo tutto il lungostagno – spiega l'assessore Giordano – partendo dal centro abitato. L'intento è riqualificare e fare una manutenzione importante su ciò che era stato fatto in passato: un ponte che non c'è più, un altro che è probabilmente da demolire e ricostruire, percorsi abbandonati, il belvedere di Su Pottu da migliorare. Abbiamo spinto per l'installazione di un sottofondo ecocompatibile, concepito proprio per le aree protette, un tappeto che consentirà di fruire di questo percorso in modo scorrevole da Via Gallura fino alla torre di Su Pottu anche a chi, come i disabili, non può di certo passare su un percorso ghiaioso. Siamo nella progettazione definitiva esecutiva, e stiamo per fare la richiesta di autorizzazione alla Soprintendenza. Certamente anche qui c'è molta preoccupazione, perché ci troviamo all'interno della fascia di 300 metri previsti dalla normativa regionale. Ci bloccheranno anche questo?».(2.continua)

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