Pronto Soccorso, è ancora crisi
Diciotto pazienti positivi ricoverati in reparto. Se non si svuotano altre sedi impossibile trasferirli
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ORISTANO. Si conoscerà domani o al più tardi martedì il nome del nuovo direttore sanitario della Asl, che prenderà il posto del dimissionario Peppinetto Figus. Il direttore generale Angelo Maria Serusi, ha lasciato intendere che i tempi della scelta saranno rapidi, «perchè non c’è tempo da perdere e non si può lasciare l’azienda priva di una figura apicale importante. Vorrei però nuovamente ringraziare il dottor Figus per l’impegno profuso in questi giorni. A lui non ho nulla da rimproverare».
In attesa della nomina, ma non sono molti i dirigenti sanitari di secondo livello che possono in teoria arrivare a questo incarico nella Asl, resta da vedere se rientrano nelle preferenze di Serusi, che in teoria potrebbe “pescare” anche da fuori provincia, magari non distante, rimane delicatissima la situazione al San Martino. I vertici Asl parlano di «contenimento» della fase emergenziale, una formula diplomatica per dire che il peggio, forse è passato ma che la situazione è tutt’altro che rosea. A ieri sera erano presenti al Pronto Soccorso del San Martino 18 pazienti positivi al covid. Appena le condizioni logistiche in tutta l’isola lo renderanno fattibile, verranno trasferiti in parte a Medicina (ieri a 25 posti occupati) e in parte a Ghilarza, ma per far questo c’è bisogno che nei possibili reparti di arrivo si liberino posti; eventualità allo ancora da realizzarsi. Da qui il “blocco” al Pronto Soccorso con evidenti ricadute sulla attività ordinaria, che adesso è coperto solo da quattro medici.
E le condizioni a dir poco complesse nelle quali si trova ad operare la sanità locale sono state stigmatizzate dal consigliere regionale del movmento Cinque Stelle Alessandro Slinas. «A due anni dall'inizio della pandemia a Oristano ancora si contano i morti di Covid che non hanno potuto ricevere cure tempestive e adeguate, ma che sono stati costretti ad attendere ore e ore in condizioni respiratorie critiche. L'impennata di contagi dovuta alle nuove varianti nel periodo più freddo dell'anno non può essere considerata un evento inaspettato per il secondo anno consecutivo. Tuttavia, quanto sta accadendo al Pronto Soccorso di Oristano, è avvolto da un triste senso di impotenza dovuto al fatto che la Regione, nonostante i disperati appelli, non ha risolto alcuna delle criticità rappresentate. Anziani, persone fragili, ma anche chi non si è vaccinato vengono costretti ad ore di attesa dentro le ambulanze, in attesa di ricovero, in attesa di un posto letto. Accolgo l’appello dei cittadini del Comitato per il diritto alla salute della provincia di Oristano che hanno chiesto l'intervento dell'autorità giudiziaria perché si faccia luce sull'effettivo numero di posti letto Covid dell'intera regione, e sulla loro effettiva disponibilità. Le persone arrivano al Pronto Soccorso e sperano di essere salvate, non di dover attendere su poltrone di fortuna perché i medici e gli infermieri sono in numero insufficiente. Ma dove sono – conclude il consigliere regionale – i medici che l’assessore Nieddu ha dichiarato di avere assunto nei mesi scorsi?».
Anche il Comitato per i diritto alla Salute è molto critico verso la Regione e ipotizza il «commissariamento della sanità sarda, teatro di un disastro sanitario ed economico, migliaia di morti, la rete ospedaliera e territoriale allo sbando più totale. La paura del Comitato per il diritto alla salute circa la probabile chiusura dell'Ospedale S.Martino, sta diventando realtà. In due anni abbiamo perso decine di sanitari che non sono mai stati sostituiti. Avete fatto delle promesse mai mantenute, giustificandovi con “A Oristano non vogliono venire”. Voi dovete trovare il modo, voi dovete il risolvere il problema, spetta alla politica e lo avete affermato tante volte. E se non siete capaci, andate a casa».(g.cen.)
In attesa della nomina, ma non sono molti i dirigenti sanitari di secondo livello che possono in teoria arrivare a questo incarico nella Asl, resta da vedere se rientrano nelle preferenze di Serusi, che in teoria potrebbe “pescare” anche da fuori provincia, magari non distante, rimane delicatissima la situazione al San Martino. I vertici Asl parlano di «contenimento» della fase emergenziale, una formula diplomatica per dire che il peggio, forse è passato ma che la situazione è tutt’altro che rosea. A ieri sera erano presenti al Pronto Soccorso del San Martino 18 pazienti positivi al covid. Appena le condizioni logistiche in tutta l’isola lo renderanno fattibile, verranno trasferiti in parte a Medicina (ieri a 25 posti occupati) e in parte a Ghilarza, ma per far questo c’è bisogno che nei possibili reparti di arrivo si liberino posti; eventualità allo ancora da realizzarsi. Da qui il “blocco” al Pronto Soccorso con evidenti ricadute sulla attività ordinaria, che adesso è coperto solo da quattro medici.
E le condizioni a dir poco complesse nelle quali si trova ad operare la sanità locale sono state stigmatizzate dal consigliere regionale del movmento Cinque Stelle Alessandro Slinas. «A due anni dall'inizio della pandemia a Oristano ancora si contano i morti di Covid che non hanno potuto ricevere cure tempestive e adeguate, ma che sono stati costretti ad attendere ore e ore in condizioni respiratorie critiche. L'impennata di contagi dovuta alle nuove varianti nel periodo più freddo dell'anno non può essere considerata un evento inaspettato per il secondo anno consecutivo. Tuttavia, quanto sta accadendo al Pronto Soccorso di Oristano, è avvolto da un triste senso di impotenza dovuto al fatto che la Regione, nonostante i disperati appelli, non ha risolto alcuna delle criticità rappresentate. Anziani, persone fragili, ma anche chi non si è vaccinato vengono costretti ad ore di attesa dentro le ambulanze, in attesa di ricovero, in attesa di un posto letto. Accolgo l’appello dei cittadini del Comitato per il diritto alla salute della provincia di Oristano che hanno chiesto l'intervento dell'autorità giudiziaria perché si faccia luce sull'effettivo numero di posti letto Covid dell'intera regione, e sulla loro effettiva disponibilità. Le persone arrivano al Pronto Soccorso e sperano di essere salvate, non di dover attendere su poltrone di fortuna perché i medici e gli infermieri sono in numero insufficiente. Ma dove sono – conclude il consigliere regionale – i medici che l’assessore Nieddu ha dichiarato di avere assunto nei mesi scorsi?».
Anche il Comitato per i diritto alla Salute è molto critico verso la Regione e ipotizza il «commissariamento della sanità sarda, teatro di un disastro sanitario ed economico, migliaia di morti, la rete ospedaliera e territoriale allo sbando più totale. La paura del Comitato per il diritto alla salute circa la probabile chiusura dell'Ospedale S.Martino, sta diventando realtà. In due anni abbiamo perso decine di sanitari che non sono mai stati sostituiti. Avete fatto delle promesse mai mantenute, giustificandovi con “A Oristano non vogliono venire”. Voi dovete trovare il modo, voi dovete il risolvere il problema, spetta alla politica e lo avete affermato tante volte. E se non siete capaci, andate a casa».(g.cen.)
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