«Riaprire subito la pesca ai ricci»
Sinis, i pescatori professionisti inviano una nota ufficiale al sindaco di Cabras
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CABRAS. La convocazione di un tavolo tecnico per riaprire la pesca del riccio per un numero minimo di 25 giornate prima della chiusura triennale, e la messa in discussione dell'operato del Direttore dell'Area Marina Protetta Massimo Marras. Sono queste le richieste avanzate ieri al sindaco e Presidente dell'AMP, Andrea Abis, con una lettera trasmessa anche alla vicesindaca con delega alla Pesca, Alessandra Pinna e per conoscenza a tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza, dai pescatori subacquei professionali di Cabras. I ricciai, riuniti nelle due associazioni, l'UPSP.OR (Unione Pescatori Subacquei Professionali del distretto di Oristano) e la GIES (Gruppo di Interesse per l’Echinocoltura in Sardegna) qualche giorno dopo la decisione della Regione di far slittare la chiusura triennale della pesca del riccio in Sardegna al 14 aprile, chiedono all'amministrazione di poter pescare nelle acque di Cabras, dove, ormai da tempo, non gli viene consentito lavorare. «Da parte nostra - sottolinea David Bichi, presidente dell'UPSP.OR - siamo disposti a ridurre il prelievo al minimo, ovvero a 500 ricci al giorno. Riteniamo però che non possano negarci ancora la possibilità di lavorare, secondo noi non sussistono rischi di eccessivo sforzo di pesca, visto che veniamo da circa tre anni di fermo totale e ne seguiranno altri tre». Sotto accusa l'operato dell'Area Marina Protetta e del suo direttore, Massimo Marras. Secondo i ricciai, l'operato del responsabile dell'AMP sarebbe stato «teso esclusivamente a impedire alla categoria dei pescatori subacquei professionali di esercitare la propria attività lavorativa». (p.cam)
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