La Nuova Sardegna

Oristano

Strisce blu a Città Giardino il via tra le contestazioni

di Davide Pinna
Strisce blu a Città Giardino il via tra le contestazioni

Salgono a duecento le firme sulla petizione che chiede il ritiro del provvedimento Una mozione di Sanna (Pd) incalza il sindaco. Malumori anche in maggioranza

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ORISTANO. Da oggi si paga. Stamattina è prevista l’attivazione dei trentadue nuovi parcheggi a pagamento di Città Giardino, ma oltre ai parcometri si accendono le polemiche sulla decisione della giunta Lutzu. Mentre continua la raccolta firme promossa da un gruppo di residenti e imprenditori, che ha racimolato ormai circa duecento sostenitori, sale la tensione politica con una mozione urgente del centro sinistra che invoca l’immediata cancellazione delle strisce blu. C’è però anche una fronda sempre più consistente all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco, con i consiglieri che, più o meno velatamente, chiedono ad Andrea Lutzu e all’assessore alla Viabilità, Francesco Pinna, di porre rimedio a una decisione che ha fatto infuriare un intero quartiere.

I telefoni dei consiglieri di centro destra stanno ricevendo da giorni e in continuazione chiamate e lamentele da parte dei residenti e degli imprenditori della zona ed è proprio su questo che punta l’opposizione, sperando in una spaccatura che porti all’approvazione della mozione e quindi alla cancellazione della delibera del dicembre 2020. Arrivati questo punto, però, la marcia indietro però potrebbe non essere troppo facile da ingranare: la ditta concessionaria ha sostenuto una spesa per attivare il servizio e, se i parcheggi sono conteggiati fra quelli elencati nel capitolato dell’appalto aggiudicato a marzo del 2021, non possono semplicemente essere cancellati ma vanno spostati altrove.

«I cittadini erano all’oscuro di tutto, come sempre: ecco la mancata condivisione che caratterizza da anni l’azione della giunta Lutzu», attacca il capogruppo Pd Efisio Sanna. Insieme a Maria Obinu e all’indipendente Francesco Federico ha presentato una mozione per chiedere la cancellazione dei trentadue stalli per la sosta a pagamento: «La delibera del dicembre 2020 faceva riferimento a istanze da parte dei cittadini e degli esercenti per l’adozione di una disciplina stradale più funzionale alle caratteristiche della zona, ma delle misure previste è stata attivata solo quella per i parcheggi a pagamento, inutile e dannosa».

Nel frattempo continuano ad arrivare firme contro la decisione presa a dicembre del 2020 e attuata poco più di un anno dopo, con un tempismo che ha mandato su tutte le furie anche alcuni esponenti di maggioranza, vista la prossimità con le comunali e l’inevitabile reazione negativa di tanti possibili elettori. Ecco perché anche un gruppo di consiglieri di centro destra si starebbe preparando a presentare una mozione sul medesimo argomento. «Sinora non abbiamo avuto alcun riscontro dall'amministrazione – spiegano intanto i promotori della petizione –. Quello che non capiamo è perché, se proprio si dovevano fare gli stalli a pagamento, si sia deciso di farli in un solo tratto di via Segni: li si sarebbe potuti distribuire lungo tutta Città Giardino o, ancora meglio, metterli nel grande parcheggio di via Lussu, accanto all’Inail».

Forti tensioni sull'appalto dei parcheggi a pagamento si registrano da tempo: prima, le denunce di un cittadino e della minoranza sugli inadempimenti rispetto al capitolato che hanno portato l’amministrazione a mettere in mora il concessionario, poi, a gennaio, la notizia del licenziamento della dipendente assentatasi da lavoro per assistere il compagno malato. Ora il pasticciaccio brutto di Città Giardino.

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