I veleni dell’Urbanistica oggi arrivano in aula
La commissione non riesce a decidere sul cantiere di via De Gasperi Fioccano diffide verso i consiglieri da entrambe le parti in causa
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ORISTANO. Urbanistica, slitta la decisione sulle palazzine di via De Gasperi, e le fibrillazioni politiche sono in crescita. Non mancano nemmeno quelle tecniche, con un serrato confronto fra Fulvio Deriu (FdI) e il dirigente Giuseppe Pinna sulle questioni legate alle altezze e alla monetizzazione degli standard. Dopo un lungo dibattito, la commissione Urbanistica presieduta da Deriu ha deciso di aggiornare la seduta senza esprimersi, sia su istanza dell'assessore competente Gianfranco Licheri (Riformatori) che per la necessità di approfondire alcuni dubbi emersi nel corso dell'audizione del segretario Giovanni Basolu, di Pinna e dell'avvocatessa Gianna Caccavale. Per il capogruppo Pd Efisio Sanna le ragioni di fondo sono politiche e riguardano la spaccatura della maggioranza: «Vi sfido a portare la delibera in aula domani (oggi per chi legge, ndr), la verità è che non lo farete perché sapete di non avere i numeri» ha affermato in un acceso confronto con Licheri. «C'è la necessità di integrare la documentazione, come ha richiesto lei stesso per quel che riguarda il parere dell'ufficio legale» ha replicato l'assessore. Poco prima Sanna aveva chiesto a Licheri quale fosse il parere della giunta sul tema centrale della vicenda, ossia la possibilità che, attraverso il piano attuativo, le palazzine bloccate dal Tar possano essere portate all'altezza di tredici metri. «Domanda poco attinente: la giunta non deve esprimersi su questioni normate da un Puc vigente» aveva replicato Licheri. Certo non contribuiscono a stemperare la tensione le varie diffide arrivate ai consiglieri sia dai residenti contrari all'intervento edilizio che dalle due aziende proponenti. In questo campo la situazione più delicata è quella del presidente dell'assemblea civica Antonio Franceschi: «Ho ricevuto una diffida in quanto parente dell'avvocato di una delle due parti in causa. Quando voterò non sarò sereno e potrei dare un voto diverso da quello che avrei dato senza aver ricevuto la diffida». Sullo sfondo, ma comunque determinanti, le questioni tecniche. La perplessità principale manifestata da Deriu è quella legata alla monetizzazione degli standard in relazione alle altezze: «Se il Consiglio deve votare un piano attuativo che concede al costruttore un vantaggio, consentendogli di costruire oltre l'altezza media degli edifici, allora deve poter decidere sull'eventuale monetizzazione dei parcheggi. Non capisco dunque perché gli uffici abbiano dato il loro assenso alla monetizzazione parziale delle aree di standard per quel che riguarda il progetto sino a 8,8 metri, oggetto di concessione diretta». «È stato deciso da tutti gli uffici competenti seguendo le linee guida sulle monetizzazioni adottate da questo Comune per quel che riguarda le concessioni dirette» hanno replicato Pinna e Caccavale.
Davide Pinna
Davide Pinna
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