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Oristano

«Il sindaco di Tadasuni era incandidabile»

di Maria Antonietta Cossu
«Il sindaco di Tadasuni era incandidabile»

L’assessorato agli Enti Locali dà ragione alle opposizioni in Comune Pierpaolo Pisu prima di essere eletto era stato commissario straordinario

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TADASUNI. L'assessorato agli Enti locali ha accertato l'esistenza della causa di ineleggibilità di Pier Paolo Pisu alla carica di sindaco.

Il pronunciamento della Regione sull'eccezione di incandidabilità sollevata dalla minoranza nella cerimonia di insediamento del consiglio comunale suona quasi come una sentenza.

Lo scioglimento dell’organo collegiale sembra infatti essere lo scenario più probabile, salvo ulteriori colpi di scena.

Esaurito il giro di consultazioni con la prefettura e il ministero dell'Interno, che aveva poi individuato nell'assessorato l'organismo deputato a esprimere un parere, sollecitato anche attraverso un'interrogazione del Partito Democratico in consiglio regionale, la parola passa alle forze di maggioranza e opposizione locali.

Anche questa volta a compiere la prima mossa è stato il gruppo “Tada, ripartiamo adesso”, che ha chiesto la convocazione straordinaria e urgente dell'assemblea civica per discutere la mozione con cui invita l'amministrazione a riconoscere le argomentazioni che avallano la tesi dell'incompatibilità, a procedere alla dichiarazione di ineleggibilità di Piero Paolo Pisu e di pronunciarne la decadenza dalla carica di sindaco.

Il difetto di procedura che ha inficiato la candidatura di Pisu risiede nell'aver esercitato le funzioni di commissario straordinario senza soluzione di continuità fino al giorno delle consultazioni elettorali anziché rassegnare le dimissioni entro il termine di presentazione delle liste.

Sulla sussistenza della causa di incompatibilità la valutazione finale della Direzione generale dell'assessorato non lascia spazio a dubbi. «Il commissario straordinario, quale organo governativo esterno e in posizione di terzietà rispetto all’esito della competizione elettorale, può esercitare senza preclusioni i compiti di amministrazione attiva del consiglio comunale derivanti dal decreto di nomina, ma nel caso in oggetto non sembra essere rispettata la posizione di terzietà del commissario straordinario rispetto all’esito della competizione elettorale, atteso che Pierpaolo Pisu, nominatodal Presidente della Regione con decreto del 9 novembre 2020 per la provvisoria gestione del comune di Tadasuni, fino all’insediamento degli organi ordinari, era contestualmente candidato a sindaco dello stesso Comune (non essendosi dimesso dall’incarico entro i termini previsti dalla norma)», è riportato nel responso trasmesso alle parti il 3 febbraio. In un altro passaggio del testo viene inoltre precisato che «la mancata rimozione tempestiva della causa di ineleggibilità comporta la mancata convalida e l’impossibilità di assumere la carica elettiva. «Il parere tecnico è vincolante e il consiglio comunale dovrà prenderne atto. Il commissario avrebbe dovuto dimettersi prima di candidarsi e non l'ha fatto: c'è stata una palese violazione delle norme», ha dichiarato il capogruppo di minoranza Livio Deligia.

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