«Comunità energetiche, si può fare»
di Davide Pinna
Il dem Sanna chiede che il Comune acceleri sui progetti di autoproduzione
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ORISTANO. «Lavoriamo da subito a un progetto di cooperative di comunità energetiche, che abbracci i quartieri, le parrocchie e le frazioni». La proposta arriva dal capogruppo Pd Efisio Sanna, sulla scia dell'iniziativa organizzata a fine gennaio dalle associazioni cattoliche e da “Oristano e oltre” sul tema della comunità di autoproduzione e autoconsumo dell'energia elettrica. I tempi sono stretti, per l'esponente democratico. «Dobbiamo inserirci al più presto in questa importantissima partita: il Pnrr prevede 34 miliardi, di cui 2,2 già stanziati dal governo. I bandi usciranno prossimamente, ma avranno sicuramente scadenze brevi, quindi ci si deve far trovare pronti». Secondo Sanna, il Comune deve assumere il ruolo di catalizzatore e agevolatore delle iniziative private: «Va aperto un tavolo di confronto, che favorisca e agevoli l'incontro fra cittadini, associazioni, cooperative, imprese, università, parrocchie e altri partner. Pensiamo a dei luoghi naturali per la realizzazione di una comunità energetiche, come la zona industriale, le campagne di Pesaria o le frazioni». Il tema delle comunità energetiche da tempo suscita interesse e in Sardegna e i progetti sono già in uno stadio avanzato in centri come Berchidda, Benetutti, Ussaramanna o Villanovaforru. «Si tratta di un modello nuovo e costruito dal basso – spiega Sanna – in grado di determinare una riduzione dei costi, una evoluzione culturale nel solco dell'autodeterminazione e un passaggio fondamentale nella transizione ecologica. Detto in termini più concreti: risparmio in bolletta, difesa dell'ambiente e un modello di produzione modernamente egualitario. Un sistema che non produce profitti, ma democrazia e senso di responsabilità e appartenenza». La richiesta è che il Comune si faccia carico di avviare un percorso lasciando il ruolo di protagonisti ai cittadini e ai privati: «Non ha senso tenere dentro il palazzo conoscenze e informazioni, bisogna aprirsi alla società in modo che Oristano colga subito questa opportunità».
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