La Nuova Sardegna

Oristano

«Casa da incubo», appello al Prefetto

«Casa da incubo», appello al Prefetto

I residenti della palazzina di via Nora, di proprietà regionale, lanciamo l’allarme

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ORISTANO. Se si trattasse di uno show televisivo, il titolo sarebbe “Case da incubo”. Non si può descrivere diversamente la situazione con cui da anni sono costretti a fare i conti i residenti di una palazzina popolare al civico numero 9 di via Nora, nel bel mezzo del quartiere di Corea. Giunti al limite dell'esasperazione, hanno deciso di inviare all'Agenzia Regionale per l'Edilizia Abitativa una Pec in cui chiedono che si intervenga immediatamente per risolvere un problema legato al sistema fognario, che mette in pericolo l'incolumità dei residenti e dei passanti. La missiva è stata inviata per conoscenza anche al prefetto Fabrizio Stelo, al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, al sindaco Lutzu e all'Ufficio Igiene pubblica della Assl: «Chiediamo a chi legge per conoscenza di esercitare una moral suasion presso l'Area, per consentire ai residenti di poter vivere in sicurezza senza dover scansare insidie quotidiane. E non vogliamo pensare a conseguenze ancora più gravi che potrebbero verificarsi in caso di incidenti con conseguenze anche drammatiche». Il principale problema fra quelli denunciati dai residenti, la lista è abbastanza lunga, riguarda i malfunzionamenti dell'impianto di scarico fognario. Le conseguenze sulla vita quotidiana dei residenti, che comportano anche problemi di ordine igienico e sanitario, sono aggravate dal fatto che la maggior parte degli abitanti della palazzina è anziana o colpita da gravi forme di handicap. Secondo i firmatari della lettera non sono al sicuro neanche i semplici passanti, che potrebbero incappare in incidenti e nemmeno i residenti di tutto il quartiere. Se i reflui si starebbero infatti infiltrando nel terreno sotto il pozzo artesiano che serve il circondario: se dovessero raggiungere la falda sottostante, gli esiti sarebbero nefasti. Le doglianze, però, non si fermano qui ed è facilmente comprensibile, dato che l'edificio in questione ha più di 50 anni e i residenti lamentano l'assenza da anni di interventi di manutenzione, nonostante i continui solleciti. Ancora una volta, è a rischio anche l'incolumità dei passanti, viste le precarie condizioni di cornicioni, altre parti in cemento e delle grondaie. È dubbia anche la stabilità dei supporti metallici dei cavi della corrente, gli infissi sono ormai marci e non garantiscono alcun isolamento: «L’edificio sarebbe perfetto per una riqualificazione energetica, l’ampio tetto potrebbe ospitare un impianto fotovoltaico». «Siamo anziani e alcuni di noi hanno gravi handicap, non possiamo farci carico dei costi dei lavori».(dav.pi.)

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