Tregua tra ricciai e Area Marina
«Insieme andremo dalla Regione a chiedere una estensione delle autorizzazioni»
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CABRAS. Si è concluso con un accordo unanime fra AMP e ricciai professionisti l'incontro convocato dal sindaco Andrea Abis ieri sera al Centro polivalente di Via Tharros, e durato oltre due ore. Presenti anche il Direttore dell'AMP, Massimo Marras, e diversi assessori. Il primo cittadino si è impegnato a chiamare oggi la Regione e chiedere di fissare un incontro con una delegazione composta da lui e dai rappresentanti dei pescatori. «Chi vuole venire – ha detto Abis – mi accompagnerà a Cagliari, e ci presenteremo con una proposta che parta dal chiedere subito l'apertura della pesca per 25 giorni, in quanto siamo di fronte ad un problema sociale, ma preveda anche, nel lungo periodo, una gestione diversa dell'AMP». Dopo un confronto a tratti anche aspro fra le parti, i ricciai hanno evidenziato le difficoltà economiche sempre maggiori per le loro famiglie legate all'impossibilità di fare il loro lavoro, e confermato la richiesta di un'apertura di almeno 25 giorni della pesca del riccio nelle acque dell'AMP, in modo da non perdere l'intera stagione, prima della chiusura triennale che scatterà il prossimo 22 aprile. E il sindaco Abis ha illustrato la sua idea: «Ormai la questione è diventata un problema sociale – ha sottolineato – bisogna cambiare lo schema che è stato adottato fino ad oggi e che prevede che il Comune sia l'unico ente a doversi rapportare ai pescatori, senza tuttavia avere il potere di cambiare la situazione. La Regione deve darci una mano perché qui lo schema non funziona, in quanto il vincolo c’è e io non lo posso togliere, non ne ho il potere. Io sono per il lavoro, ma solo chi sta sopra di noi, ovvero il Direttore generale del ministero, ci può autorizzare a riaprire la pesca». La discussione non è mancata, ma alla fine i pescatori, dopo aver preso visione anche dei documenti inviati dall'AMP per sbloccare la situazione (la pesca del riccio in AMP è ferma di fatto da tre anni), hanno deciso di aderire alla proposta. Tappa in Regione, dunque, e se occorrerà non si esclude nemmeno un futuro viaggio a Roma. «Possiamo andare a Roma a chiedere soluzioni, ma lo possiamo fare solo se ci supporta la Regione – ha detto Abis – cCi vuole un mio intervento come presidente dell’AMP, mi faccio carico della situazione, ma devo essere supportato. Io credo che la tutela dell'ambiente abbia dei costi, e che quando si chiede un fermo della pesca, vadano corrisposti degli indennizzi ai lavoratori, come accade per altri settori». I ricciai professionisti iscritti alla due associazioni, l'UPSP.OR (Unione Pescatori Subacquei Professionali del distretto di Oristano) e la GIES (Gruppo di Interesse per l’Echinocoltura in Sardegna), sperano di vedere presto i risultati. Il tempo a disposizione, del resto, non è tanto.
Paolo Camedda
Paolo Camedda
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