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cronaca

Operazione Drug & fire, arrivano altre 6 condanne

Le indagini nate dopo un pestaggio fecero emergere un giro di spaccio di droga Per riscuotere i crediti ricorrevano a metodi intimidatori e incendiavano le auto


19 febbraio 2022 di Enrico Carta


ORISTANO. Drug & Fire era stata denominata l’operazione dei carabinieri. Sulla droga e sul fuoco era incentrato il processo che ieri ha conosciuto l’udienza conclusiva e ha visto la condanna di sei degli otto imputati che hanno deciso di affrontare il processo con il rito ordinario. Due di loro hanno incassato l’assoluzione e anche il ruolo di chi è stato condannato è stato ridimensionato dalla sentenza emessa dalla giudice Elisa Marras, che ha portato anche all’assoluzione su numerosi capi di imputazione contestati alle stesse sei persone condannate per altre accuse.

Resta però il fatto che l’impianto accusatorio costruito dal pubblico ministero Andrea Chelo ha retto. Aveva basi solide e ha portato alla condanna a 8 anni e 6 mesi e 24mila euro di multa – l’accusa aveva chiesto 14 anni e 8 mesi – di Fabio Orrù (difeso dall’avvocato Carlo Figus), oristanese di 34 anni che aveva alle spalle una precedente condanna a cinque anni per spaccio di droga; è di 2 anni e mezzo e 1.400 euro di multa la condanna per Lara Pinna (difesa dall’avvocatessa Herika Dessì), 23enne fidanzata di Fabio Orrù, per cui il pubblico ministero aveva sollecitato 11 anni e 5 mesi. Per Sandro Mele (difeso dall’avvocatessa Antonella Piredda), oristanese di 32 anni, la pena da scontare è di 6 anni e 8 mesi e 30mila euro di multa, a fronte della richiesta di 6 anni e 11 mesi. A Matteo Zucca (difeso dall’avvocato Fabio Costa), oristanese di sono stati inflitti 4 anni; 1 anno e 8 mesi, ma con sospensione condizionale, sono toccati a Laura Aneris (difesa dall’avvocato Matteo Tuveri). L’ultima condanna è quella dell’oristanese di 69 anni, Angelo Erdas (difeso dall’avvocato Fabio Costa): è di 5 mesi e va ad aggiungersi a una precedente maturata sempre per spaccio di stupefacenti.

Chi invece va via dal tribunale con la patente da innocente sono Alessandro Casu, 42 anni e Alice Camedda, 34 anni, entrambi di Santa Giusta ed entrambi difesi dall’avvocato Fernando Vignes.

L’ultima decisione presa dalla giudice è stata quella di condannare uno degli imputati al risarcimento nei confronti dell’unica parte civile, un cittadino di origine straniera residente a Oristano – è assistito dall’avvocato Piero Aroni –, che era stato vittima di un pestaggio da parte di Matteo Zucca ai giardini pubblici di viale Repubblica. Fu la denuncia di quell’episodio a far scattare l’indagine che portò ben presto a individuare il movente di quell’aggressione. Secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero, le persone coinvolte nell’inchiesta – altre avevano già saldato il loro debito con la giustizia scegliendo di essere giudicate con rito abbreviato – avevano costruito una rete di spaccio di droga alquanto prolifica ed estesa. Alcuni degli imputati erano anche capaci di usare metodi violenti o minacciosi per arrivare al recupero del denaro per i mancati pagamenti di quantità importanti di stupefacente. In alcuni casi furono date alle fiamme diverse auto: era il segnale che i debiti andavano onorati al più presto, ma poi arrivarono le manette.

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