Sanità pubblica, manifestazione il 12 marzo
Promosso da tutti i comitati e le associazioni della Sardegna centrale, dall’Oristanese al Goceano
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ORISTANO. È stata confermata per il 12 marzo in città, in piazza Roma, la manifestazione a difesa della sanità della Sardegna centrale indetta dal Comitato per la difesa della sanità pubblica di Oristano ma aperta a tutta la Sardegna centrale e ai territori del Goceano e del Sarcidano. Non ci sarà un corteo, ma solo un concentramento nel cuore della città, dove prenderanno la parola i rappresentanti dei Comitati e delle Associazioni, delle istituzioni, dei sindacati e delle forze sociali, i sindaci.
I promotori esprimono «preoccupazione e rabbia per lo stato di pre-collasso che contraddistingue la sanità sarda e che si sta riverberando anche nei cosiddetti “poli forti” di Cagliari e di Sassari, anche per via dell’assedio continuo dei malati provenienti dalle zone più disagiate e trascurate di tutta la Sardegna. Poco possono fare le dirigenze delle ASL – è scritto in una nota – appena insediate e prive di poteri reali e di strumenti risolutivi. Ma il coordinamento esprime allo stesso tempo sorpresa e indignazione per il silenzio assordante dei consiglieri regionali e dei parlamentari nazionali (salvo qualche eccezione) nonché dei rappresentanti dei sindacati e delle forze produttive e delle forze politiche. Niente o quasi è stato fatto per denunciare la incomprensibile inazione della giunta regionale e del governo nazionale e per sollecitarne il dovuto interessamento e i necessari interventi».
Nella sua nota il coordinamento rivolge loro un accorato appello: «Non lasciate soli e nella disperazione i sindaci e le comunità che rappresentano, le più penalizzate dal progressivo e scriteriato processo di smantellamento e impoverimento di servizi e presidi del sistema sanitario».
Dopo la manifestazione di Oristano il Coordinamento chiamerà a raccolta i consiglieri regionali e i parlamentari.
I promotori esprimono «preoccupazione e rabbia per lo stato di pre-collasso che contraddistingue la sanità sarda e che si sta riverberando anche nei cosiddetti “poli forti” di Cagliari e di Sassari, anche per via dell’assedio continuo dei malati provenienti dalle zone più disagiate e trascurate di tutta la Sardegna. Poco possono fare le dirigenze delle ASL – è scritto in una nota – appena insediate e prive di poteri reali e di strumenti risolutivi. Ma il coordinamento esprime allo stesso tempo sorpresa e indignazione per il silenzio assordante dei consiglieri regionali e dei parlamentari nazionali (salvo qualche eccezione) nonché dei rappresentanti dei sindacati e delle forze produttive e delle forze politiche. Niente o quasi è stato fatto per denunciare la incomprensibile inazione della giunta regionale e del governo nazionale e per sollecitarne il dovuto interessamento e i necessari interventi».
Nella sua nota il coordinamento rivolge loro un accorato appello: «Non lasciate soli e nella disperazione i sindaci e le comunità che rappresentano, le più penalizzate dal progressivo e scriteriato processo di smantellamento e impoverimento di servizi e presidi del sistema sanitario».
Dopo la manifestazione di Oristano il Coordinamento chiamerà a raccolta i consiglieri regionali e i parlamentari.
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