Sfratto per l’imprenditore di Bike Or
Il Comune invia la notifica: entro il 28 febbraio deve smantellare la sua sede
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ORISTANO. Quanto pesano le firme? Alla fine è questa la domanda attorno al quale si gioca il futuro di Roberto Pigato e della sua Bike Or, impresa di noleggio e manutenzione per biciclette. Il Comune gli ha intimato di abbandonare entro lunedì prossimo, 28 febbraio, l’area di fronte al vecchio palazzetto di Sa Rodia, che occupa sulla base di una concessione data dall’ente locale nove anni fa e non rinnovata. Da una parte c’è una sola firma dunque, quella del funzionario estensore dell’intimazione, ma dal peso specifico tutt’altro che indifferente; dall’altra parte ce ne sono circa cinquecento, quelle che sono state raccolte in poco meno di ventiquattro ore sulla piattaforma change.org, con una petizione intitolata “Chiediamo che l’opera pubblica non calpesti dieci anni di sacrificio di un imprenditore”.
L’opera pubblica in questione è la circonvallazione Ovest. Dove Pigato ha installato il proprio magazzino e la sede operativa, nello spiazzo asfaltato davanti al vecchio palasport, dovrà essere realizzata la rotatoria che smisterà il traffico tra la circonvallazione e viale Repubblica e il suo prolungamento. «Cosa farò il 28 febbraio? Non lo so – dice Roberto Pigato –. In questo momento non posso farmi carico delle spese necessarie al trasferimento della struttura prefabbricata in una nuova sede. Valuteremo le mosse legali con l’avvocato Marco Sechi, ma certamente il Comune potrà intervenire da un momento all’altro. Il consenso popolare che sta raccogliendo la petizione mostra chiaramente che non si tratta del malcontento di un singolo imprenditore e spero che questa pressione possa servire a qualcosa. Sinora, però, non ho avuto alcuna interlocuzione con l’amministrazione».
La storia comincia nel 2012, quando Pigato vince il bando comunale “Fai impresa a Oristano” e si aggiudica l’area di 50 metri quadri e un finanziamento di 50mila euro. Con queste risorse a disposizione l’imprenditore, che oggi ha 33 anni, mette in piedi il suo progetto che, nel corso degli anni, affianca all’attività di noleggio quelle di riparazione, assistenza e vendita di biciclette. «Non si chiedono grandi cose – si legge nella petizione –, solamente che il Comune fornisca un’alternativa concreta e sostenibile da un imprenditore che non ha ancora finito di ammortizzare l’investimento iniziale, messo in campo aderendo al sogno imprenditoriale prospettato dal Comune». La richiesta è che l’ente si faccia carico di tutte le spese necessarie a trasferire il prefabbricato pochi metri più in là e che l’attività non debba essere interrotta in un momento cruciale come quello dell’avvio della stagione turistica. (dav.pi.)
L’opera pubblica in questione è la circonvallazione Ovest. Dove Pigato ha installato il proprio magazzino e la sede operativa, nello spiazzo asfaltato davanti al vecchio palasport, dovrà essere realizzata la rotatoria che smisterà il traffico tra la circonvallazione e viale Repubblica e il suo prolungamento. «Cosa farò il 28 febbraio? Non lo so – dice Roberto Pigato –. In questo momento non posso farmi carico delle spese necessarie al trasferimento della struttura prefabbricata in una nuova sede. Valuteremo le mosse legali con l’avvocato Marco Sechi, ma certamente il Comune potrà intervenire da un momento all’altro. Il consenso popolare che sta raccogliendo la petizione mostra chiaramente che non si tratta del malcontento di un singolo imprenditore e spero che questa pressione possa servire a qualcosa. Sinora, però, non ho avuto alcuna interlocuzione con l’amministrazione».
La storia comincia nel 2012, quando Pigato vince il bando comunale “Fai impresa a Oristano” e si aggiudica l’area di 50 metri quadri e un finanziamento di 50mila euro. Con queste risorse a disposizione l’imprenditore, che oggi ha 33 anni, mette in piedi il suo progetto che, nel corso degli anni, affianca all’attività di noleggio quelle di riparazione, assistenza e vendita di biciclette. «Non si chiedono grandi cose – si legge nella petizione –, solamente che il Comune fornisca un’alternativa concreta e sostenibile da un imprenditore che non ha ancora finito di ammortizzare l’investimento iniziale, messo in campo aderendo al sogno imprenditoriale prospettato dal Comune». La richiesta è che l’ente si faccia carico di tutte le spese necessarie a trasferire il prefabbricato pochi metri più in là e che l’attività non debba essere interrotta in un momento cruciale come quello dell’avvio della stagione turistica. (dav.pi.)
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