In sella con orgoglio, le giornate da re dei due componidori
di Eleonora Caddeo
Francesco Loi per i Contadini e Livio Urru per i Falegnami «Cavalcheremo per la città, l’emozione resta grandissima»
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ORISTANO. L’orgoglio rimane, ma è condito da un pizzico di amarezza. I due componidori guideranno, oggi e martedì, una Sartiglia diversa da come l’hanno sempre sognata, eppure si pongono con uguale fierezza alla guida della tradizione. Sono Francesco Loi e Livio Urru: il primo è capocorsa per il gremio di San Giovanni protettore dei Contadini; il secondo è il prescelto dal gremio di San Giuseppe patrono dei Falegnami.
Francesco Loi, che sarà in sella a Middle Earth, racconta la giostra che verrà: «Sono onorato di ricoprire questo ruolo, è un privilegio e voglio onorare il presidente che mi ha scelto, il gremio di San Giovanni, il presidente Michele Pinna e soprattutto i cavalieri e tutti gli oristanesi dando una continuità alla tradizione. Sono consapevole però che questa non sarà la Sartiglia che ho sempre immaginato».
Quarantadue anni lo scorso gennaio, è da sempre appassionato di cavalli che sono anche parte integrante del suo lavoro come manager e allevatore. A vent’anni l’esordio in Sartiglia, con nove presenze di fila sino al 2008. Poi una pausa e dal 2017 altre tre giostre corse. «Ho esordito nel 2000 e mi sono fermato nel 2008, poi mi sono fermato e ho ripreso nel 2017. L’anno successivo una frattura mi ha bloccato; in totale ho corso dodici anni». Nonostante la situazione sanitaria abbia delineato le condizioni per una giostra molto diversa da quella abituale, il capocorsa di San Giovanni non vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto: «Uscirò con il sorriso e l'orgoglio per quello che sto andando a fare e voglio che gli oristanesi vivano con me un momento di festa. Cavalcherò per loro, con i miei compagni Luca Figus e Daniele Ferrari. Farò tutto quello che si potrà fare con il sorriso, non permettendo che niente e nessuno spenga una tradizione, la più importante per Oristano, che si tramanda da secoli e che dobbiamo valorizzare».
Ha qualche primavera e qualche Sartiglia in più Livio Urru, componidori nella giostra dei falegnami che si corre martedì 1° marzo. Dei suoi sessant’anni, quasi la metà li trascorsi nel mondo della Sartiglia, una passione iniziata nel 1986. Il capocorsa sarà in sella a Mingo, intanto racconta di questa strana Sartiglia che lo attende: «Il mio esordio è stato nel 1986, ho proseguito sino al 2013, poi mi sono preso una pausa. Più che nella corsa alla stella, mi sono fatto notare nelle pariglie». Ricordando il momento in cui è arrivato quel fatidico invito, da parte del presidente del gremio Antonello Addari, la voce si fa più incerta: «Era la vigilia di Natale e avevamo già deciso che avremmo montato a cavallo, ma mai mi sarei aspettato di essere scelto per fare il capocorsa. E' stata un'emozione particolare, una cosa che desiderano tutti e a cui tutti aspirano. Non pensavo che il presidente potesse scegliere me e non è vero quello che dicono che non cambia niente con l’età. Da ragazzino vivi tutto pensando più al divertimento, da grande senti addosso più responsabilità e la vivi ancora più concentrato nel voler fare bene e onorare il ruolo concesso». Ad affiancarlo in questo momento ci saranno i compagni e amici, Giuseppe Sedda e Attilio Balduzzi.
Francesco Loi, che sarà in sella a Middle Earth, racconta la giostra che verrà: «Sono onorato di ricoprire questo ruolo, è un privilegio e voglio onorare il presidente che mi ha scelto, il gremio di San Giovanni, il presidente Michele Pinna e soprattutto i cavalieri e tutti gli oristanesi dando una continuità alla tradizione. Sono consapevole però che questa non sarà la Sartiglia che ho sempre immaginato».
Quarantadue anni lo scorso gennaio, è da sempre appassionato di cavalli che sono anche parte integrante del suo lavoro come manager e allevatore. A vent’anni l’esordio in Sartiglia, con nove presenze di fila sino al 2008. Poi una pausa e dal 2017 altre tre giostre corse. «Ho esordito nel 2000 e mi sono fermato nel 2008, poi mi sono fermato e ho ripreso nel 2017. L’anno successivo una frattura mi ha bloccato; in totale ho corso dodici anni». Nonostante la situazione sanitaria abbia delineato le condizioni per una giostra molto diversa da quella abituale, il capocorsa di San Giovanni non vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto: «Uscirò con il sorriso e l'orgoglio per quello che sto andando a fare e voglio che gli oristanesi vivano con me un momento di festa. Cavalcherò per loro, con i miei compagni Luca Figus e Daniele Ferrari. Farò tutto quello che si potrà fare con il sorriso, non permettendo che niente e nessuno spenga una tradizione, la più importante per Oristano, che si tramanda da secoli e che dobbiamo valorizzare».
Ha qualche primavera e qualche Sartiglia in più Livio Urru, componidori nella giostra dei falegnami che si corre martedì 1° marzo. Dei suoi sessant’anni, quasi la metà li trascorsi nel mondo della Sartiglia, una passione iniziata nel 1986. Il capocorsa sarà in sella a Mingo, intanto racconta di questa strana Sartiglia che lo attende: «Il mio esordio è stato nel 1986, ho proseguito sino al 2013, poi mi sono preso una pausa. Più che nella corsa alla stella, mi sono fatto notare nelle pariglie». Ricordando il momento in cui è arrivato quel fatidico invito, da parte del presidente del gremio Antonello Addari, la voce si fa più incerta: «Era la vigilia di Natale e avevamo già deciso che avremmo montato a cavallo, ma mai mi sarei aspettato di essere scelto per fare il capocorsa. E' stata un'emozione particolare, una cosa che desiderano tutti e a cui tutti aspirano. Non pensavo che il presidente potesse scegliere me e non è vero quello che dicono che non cambia niente con l’età. Da ragazzino vivi tutto pensando più al divertimento, da grande senti addosso più responsabilità e la vivi ancora più concentrato nel voler fare bene e onorare il ruolo concesso». Ad affiancarlo in questo momento ci saranno i compagni e amici, Giuseppe Sedda e Attilio Balduzzi.
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