Sartiglia 2022: senza stelle né acrobazie, ma resta il fascino secolare
La mini edizione della giostra a causa delle restrizioni per il contenimento della pandemia Covid. Dopo un anno di stop si riparte, l'invito è a indossare la mascherina Ffp2 e a evitare gli assembramenti
ORISTANO. La prima edizione di cui si parla nei documenti storici è del 1478 e questa dovrebbe essere l'edizione 557, se si conta anche quella dello scorso anno, che si svolse solo con la vestizione del componidori in privato e con la benedizione alla città. La giostra medioevale ritorna oggi con una parte del suo fascino, malgrado i limiti della pandemia che hanno imposto la cancellazione della discesa alla stella e delle pariglie. Tutto il resto c'è. Si inizia con la Sartiglia di San Giovanni, organizzata dal Gremio dei Contadini, nella cui sede di via Aristana, alle 12.45, ci sarà la vestizione del Componidori Francesco Loi che affiancato da su segundu Luca Figus e su terzu Daniele Ferrari, guiderà il corteo degli 80 cavalieri.In via Duomo, dopo la sfilata e il rituale dell'incrocio delle spade, su Componidori benedirà la città disegnando nell'aria il segno della croce con sa pippia de maju, il mazzetto di fiori fasciati dal nastro.
Altrettanto si farà martedì con la Sartiglia di San Giuseppe, organizzata dal Gremio dei Falegnami, che hanno scelto come Componidori Livio Urru, che avrà come segundu Giuseppe Sedda e terzu Attilio Balduzzi. «Con questa Sartiglia limitata alle tappe fondamentali, abbiamo voluto dare un segnale di ripresa alla città di Oristano - spiega il sindaco, Andrea Lutzu, che è anche presidente della Fondazione Sartiglia -, un segno di speranza con l'augurio che dal prossimo anno si ritorni alla normalità». La giostra è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra organizzatori e istituzioni e il sindaco non nasconde che l'intera fase organizzativa sia stata condizionata dalla curva dei contagi: «La decisione finale l'abbiamo presa soltanto mercoledì scorso. Non siamo fuori dall'emergenza, dunque, gli inviti alla prudenza e al rispetto delle regole contro i contagi, assumono un alta valenza: non rendiamo vani gli enormi sacrifici che la città in questi anni ha dovuto affrontare».
L'invito è a usare il distanziamento e soprattutto le mascherine FFP2 lungo tutto il percorso su cui si snoda la sfilata dei cavalieri.La Sartiglia per gli oristanesi non è solo storia e identità, ma anche economia, grazie all'arrivo dei visitatori. «Gli imprenditori, la cui attività è direttamente collegata alla Sartiglia, restano tagliati fuori per ora, ma stiamo pensando di proporre iniziative nei prossimi mesi, in modo da compensare in parte ciò che adesso non è stato possibile fare», dice ancora Lutzu che conclude: «Sono convinto che sarà comunque una bella festa e speriamo che San Giovanni e San Giuseppe ci assistano per far ritrovare alla città la serenità».Il ritorno della giostra, anche se in formato ridotto, è commentata con parole di speranza, anche dall'arcivescovo Roberto Carboni: «Vivere a Oristano significa condividerne i momenti difficili, ma anche le gioie. La città oggi sta affrontando problemi molto gravi a partire dalla sanità. La Sartiglia che è storia e parte della città è una festa. La festa è parte della vita: lo stesso Vangelo è pieno di feste. La festa, dunque, è gioia ma anche speranza, da condividere, anche se con le limitazioni imposte da un periodo difficile come questo».
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