La Nuova Sardegna

Oristano

L’ultimo bagliore di Sartiglia

di Enrico Carta
L’ultimo bagliore di Sartiglia

Il componidori Livio Urru ha guidato la giostra dei falegnami che chiude un’edizione molto ridotta

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. È stata come la storiella della volpe e l’uva: non si poteva arrivare a coglierla e alla fine, dopo qualche saltello verso l’alto, si è rinunciato a mangiarla dicendo che era acerba. Però si sarebbe voluto fare una scorpacciata per capire quanto fosse dolce il suo sapore. Ci si è invece dovuti accontentare di poche gocce di succo per togliersi dalla bocca l’amaro dei veleni del covid e spostare l’orizzonte più in là di un anno, con la speranza che pandemia e venti di guerra siano lontani per sempre.

La Sartiglia più veloce della storia va quindi in archivio senza essere mai stata lei per davvero. Ieri pomeriggio, il Componidori Livio Urru ha avuto il suo giorno di gloria alla guida della giostra dei falegnami che ha chiuso i tre giorni di un carnevale ritrovato in piccolo, dopo il nulla inevitabile di un anno fa. Stavolta almeno una parvenza la si è vista, seppure con orari e percorso obbligati senza possibilità di alcun fuori programma. «Chi si accontenta gode, così così», cantava Ligabue.

Proprio come domenica, la giostra si è dunque limitata alle fasi essenziali concordate per motivi di sicurezza sanitaria: la vestizione, la sfilata dei cavalieri in via Duomo, l’incrocio delle spade tra il capocorsa e su segundu, la benedizione finale, prima di riprendere la strada di casa per chiudere la festa-non-festa. Niente corsa alla stella, niente pariglie in via Mazzini, dove il corteo mascherato dei cavalieri ha sfilato per mandare l’arrivederci al 2023.

Una carezza al simbolo della Sartiglia i cavalieri l’hanno però voluta dare lo stesso. Verso le 15, quando hanno iniziato a sfilare al seguito del Componidori in via Duomo, tutti i componenti dei terzetti allungavano la mano per tastare la stella di latta, sapendo che non avrebbero potuto farla propria nella vera sfida della Sartiglia, quella con le spade pronte a infilzarla. Al rullare dei tamburi e tra gli squilli di tromba dei tamburini e trombettieri del gruppo Pro Loco, Livio Urru e su segundu Giuseppe Sedda, lasciato solo al termine del percorso su terzu Attilio Balduzzi, hanno effettuato il rituale dell’incrocio delle spade.

C’è stata qualche piccola incertezza, con i cavalli che tendevano su un lato della pista, quasi si volessero sentire vicini agli spettatori. Una volta, due volte, tre volte è arrivato, appena percettibile, il suono metallico delle spade che sbattevano tra loro e poi il viale del tramonto ma col tramonto ancora lontano, visto che erano passati pochi minuti da quando il palcoscenico aveva visto l’ingresso dei suoi attori protagonisti. Livio Urru ha poi mandato la beneaugurante benedizione al pubblico. Al passo, con sa pippia ’e maju – il mazzetto di primule avvolto nel nastro – è poi tornato dagli altri cavalieri per avviarsi verso l’ultimo raggio del carnevale. Da via Mazzini a via Solferino, nella storica casa in cui il gremio effettua da alcuni anni la vestizione, uno dopo l’altro, gli indumenti del Componidori sono tornati al loro posto e di Livio Urru si è rivisto il sorriso, celato sino a quel momento dalla maschera.

La Sartiglia ha voltato tutte e tre le sue pagine. Gli altri anni si contavano le stelle e si misurava l’abilità dei cavalieri in base al loro lanciarsi al galoppo nella corsa alla stella o alle acrobazie della corsa delle pariglie. Stavolta no, ma, come ha detto il sindaco Andrea Lutzu: «È stato un momento di ripartenza per l’intera comunità. I cavalieri sono stati straordinari, ma è giusto ringraziare tutti coloro che si sono spesi per organizzare questa edizione: gremi, Fondazione Oristano e le Istituzioni al suo interno, le forze dell'ordine, il personale del Comune e della polizia Locale». «Prendila così, non possiamo farne un dramma», avrebbe cantato Lucio Battisti. Prendiamola così.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Delitto di Solanas

Spara alla moglie e uccide il fratello, Ris a lavoro per ricostruire la dinamica degli spari – Il sopralluogo

Le nostre iniziative