Nuovi addii di medici la Asl cerca sostituti ma i tempi sono lunghi
di Michela Cuccu
Un solo pneumologo adesso in servizio al San Martino Quattro i pediatri in servizio, ma altri potrebbero arrivare
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ORISTANO. Sono rimasti in due, gli specialisti di Pneumologia in servizio al San Martino e ora la Asl ne cerca di nuovi, ma non è facile. Ancora non sono arrivate adesioni al bando per la selezione di specialisti che entrerebbero a far parte di una graduatoria dalla quale poter attingere per coprire le lacune d’organico del servizio per i pazienti con malattie dell’apparato respiratorio. I termini per la presentazione delle candidature scadranno l’11 marzo, e solo allora si saprà se l’Azienda è riuscita a reperire medici per una struttura alla quale fanno riferimento circa 2mila pazienti di tutta la provincia. Un problema non di poco conto: attualmente infatti, per ottenere una visita in tempi accettabili, bisogna rivolgersi a Cagliari, Sassari o Nuoro, mentre pare che spesso, chi aveva prenotato nei mesi precedenti a San Martino si sia trovato l’appuntamento annullato.
Per evitare di dover cancellare un servizio operativo da 27 anni e considerato struttura d’eccellenza perché aperto inizialmente per assistere pazienti con patologie correlate all’amianto (nel territorio fino al 1992 erano presenti due stabilimenti per la produzione di manufatti contenente la fibra il cui impiego oggi è vietato), la direzione della Asl è pronta a cercare pneumologi attraverso altri canali, facendoli arrivare al San Martino magari attraverso apposite convenzioni. Tuttavia c’è chi fa notare come l’azienda sanitaria si sarebbe attivata con notevole ritardo e cioè solo qualche giorno dopo le dimissioni presentate dal pneumologo che, vincitore di concorso, si è trasferito ad Alghero.
«È come sempre: si interviene solo quando i buoi sono scappati dalla stalla», il commento del Comitato per il diritto alla salute che si prepara alla manifestazione di tutti i Comitati per la salute in programma il 12 marzo «il trasferimento dello specialista era da tempo in programma. Ora, con il fatto che spesso pneumologi devono coprire i turni del reparto di Medicina e che due siano stati assegnati ai reparti covid, è difficile mandare avanti il servizio». Anche le persone in sorveglianza sanitaria per le patologie amianto-correlate, ad esempio gli ex operai dei due stabilimenti che operavano in provincia, fanno riferimento al servizio di Pneumologia del San Martino. Per questo motivo, l’Associazione ex esposti amianto, in più occasioni ha fatto presente ad Asl e Regione i problemi della struttura. «Fortunatamente per noi che siamo in carico allo Spresal, è stato attivato un Cup dedicato per la prenotazione di visite ed esami – spiega il presidente dell’associazione, Giampaolo Lilliu – gli altri, purtroppo, devono attendere anche un anno per essere visitati». Ci sarebbero novità importanti per il reparto di Pediatria, dove, attualmente sono rimasti solo quattro specialisti. Ci sarebbero alcuni medici che avrebbero manifestato la disponibilità a trasferirsi a Oristano. Le conferme, a breve permetterebbero di evitare il ridimensionamento del reparto. Ipotesi che aggiunta al timore della chiusura del reparto (smentita dalla Asl) ha provocato più di una protesta e anche la nascita di un Comitato che ha promosso una petizione online che ha raggiunto quasi 30mila adesioni.
Per evitare di dover cancellare un servizio operativo da 27 anni e considerato struttura d’eccellenza perché aperto inizialmente per assistere pazienti con patologie correlate all’amianto (nel territorio fino al 1992 erano presenti due stabilimenti per la produzione di manufatti contenente la fibra il cui impiego oggi è vietato), la direzione della Asl è pronta a cercare pneumologi attraverso altri canali, facendoli arrivare al San Martino magari attraverso apposite convenzioni. Tuttavia c’è chi fa notare come l’azienda sanitaria si sarebbe attivata con notevole ritardo e cioè solo qualche giorno dopo le dimissioni presentate dal pneumologo che, vincitore di concorso, si è trasferito ad Alghero.
«È come sempre: si interviene solo quando i buoi sono scappati dalla stalla», il commento del Comitato per il diritto alla salute che si prepara alla manifestazione di tutti i Comitati per la salute in programma il 12 marzo «il trasferimento dello specialista era da tempo in programma. Ora, con il fatto che spesso pneumologi devono coprire i turni del reparto di Medicina e che due siano stati assegnati ai reparti covid, è difficile mandare avanti il servizio». Anche le persone in sorveglianza sanitaria per le patologie amianto-correlate, ad esempio gli ex operai dei due stabilimenti che operavano in provincia, fanno riferimento al servizio di Pneumologia del San Martino. Per questo motivo, l’Associazione ex esposti amianto, in più occasioni ha fatto presente ad Asl e Regione i problemi della struttura. «Fortunatamente per noi che siamo in carico allo Spresal, è stato attivato un Cup dedicato per la prenotazione di visite ed esami – spiega il presidente dell’associazione, Giampaolo Lilliu – gli altri, purtroppo, devono attendere anche un anno per essere visitati». Ci sarebbero novità importanti per il reparto di Pediatria, dove, attualmente sono rimasti solo quattro specialisti. Ci sarebbero alcuni medici che avrebbero manifestato la disponibilità a trasferirsi a Oristano. Le conferme, a breve permetterebbero di evitare il ridimensionamento del reparto. Ipotesi che aggiunta al timore della chiusura del reparto (smentita dalla Asl) ha provocato più di una protesta e anche la nascita di un Comitato che ha promosso una petizione online che ha raggiunto quasi 30mila adesioni.
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