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Oristano

Anche il sindaco resta senza medico

Anche il sindaco resta senza medico

Terralba va in pensione uno dei quattro medici rimasti, 1500 pazienti “scoperti”

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TERRALBA. La dottoressa va in pensione, il sindaco celebra l’avvenimento donandole una targa di ringraziamento e un mazzo di fiori in una breve cerimonia tenutasi in Comune con tanto di foto ricordo. Chi non festeggia però sono i 1500 pazienti della dottoressa Marinella Isoni, rimasti senza l'assistenza sanitaria di base. La Asl infatti, non è riuscita a reperire nessun medico per sostituire la professionista andata in pensione dopo ben 45 anni di attività. I suoi ex pazienti, non hanno nemmeno la possibilità di farsi inserire tra gli assistiti degli altri medici di medicina generale che operano nella cittadina, avendo i sanitari già raggiunto il tetto massimo di pazienti consentito. Come già sta accadendo altrove, i pazienti dovranno far affidamento sulla disponibilità di medici che non li hanno in carico e che per le cose più urgenti, come ad esempio le ricette dei farmaci per le malattie croniche, faranno del loro meglio per evitare troppi disagi. Insomma, anche Terralba ora si trova alle prese con un problema non da poco. Il sindaco, Sandro Pili ( che a sua volta fa parte dei 1500 senza medico di base) aveva segnalato la questione già da qualche mese all'Azienda sanitaria di Oristano, ma come è accaduto anche nel recente passato, il Bando per la ricerca di un sostituto è andato deserto. La ricerca ovviamente continua. Si sa già che la Asl pubblicherà altri Bandi fino a che non si troverà un medico per Terralba. Non è escluso che qualora i tempi di ricerca dovessero allungarsi ulteriormente, si tenterà di mettere una pezza, chiedendo alle guardie mediche di rendersi disponibili ad aprire per due giorni a settimana l’ambulatorio della collega andata in pensione. Soluzione attivata in diversi centri, come Cabras e ad esempio a Uras, dove, i cittadini e gli amministratori comunali avevano persino organizzato una manifestazione di protesta per sollecitare interventi urgenti da parte della Asl. Insomma, la penuria di medici di medicina generale si sta estendendo a vista d’occhio. Di recente il segretario provinciale della Fimmg, Alessandro Usai, aveva infatti segnalato come in provincia, all’appello manchino circa una decina di medici di medicina generale, con i centri del Terralbese, del Guilcer e del Barigadu, tra i più penalizzati. Un rischio da tempo paventato anche dall’Ordine dei Medici a seguito dell’istituzione del numero chiuso per la facoltà di Medicina. (m.c.)

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