«Barigadu più servizi sanitari»
Il direttore della Asl incontra i sindaci e promette interventi sia sull’immediato che a medio termine
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BUSACHI. Un appello per lavorare da subito su un doppio fronte: quello dell’emergenza e quello della programmazione a medio e lungo termine. Obiettivo: ripristinare nel Barigadu i livelli minimi dell'assistenza. Su questa modalità operativa convergono gli amministratori comunali e i dirigenti dell'Asl oristanese, che ieri hanno aperto un tavolo di confronto a Busachi sui problemi che affliggono il sistema della medicina territoriale. Sui nodi della carenza dei medici di base, della progressiva riduzione delle attività specialistiche e delle criticità del servizio di continuità assistenziale ha assunto impegni precisi il direttore generale Angelo Maria Serusi, che convocherà un incontro con i medici per verificare la disponibilità a prestare servizio negli ambulatori dei paesi completamente sguarniti.
Un'iniziativa analoga sarà adottata con il personale di guardia medica operativo anche al di fuori del distretto sanitario di Ghilarza. Sulla situazione del poliambulatorio di Busachi e della Casa della Salute di Samugheo il manager si è riservato di fare un'indagine più approfondita per capire se la soppressione e il ridimensionamento dei servizi siano legati alla penuria di specialisti o se sia dipeso da precedenti scelte aziendali. «Ma la battaglia delle battaglie sarà quella sulla creazione di un ambito territoriale del Barigadu», ha dichiarato Serusi sposando una proposta lanciata qualche tempo fa dagli stessi sindaci nella prospettiva di creare i presupposti per l'assegnazione delle sedi dislocate nelle aree periferiche. «Per cercare di dare risposte immediate ora non possiamo che offrire soluzioni d'emergenza, ma al contempo bisognerà lavorare in prospettiva. Già domani chiederò un incontro con i funzionari della Regione per verificare se da un punto di vista legislativo la soluzione sia percorribile, e con quali tempistiche, e per appurare se i contratti collettivi nazionali e regionali prevedano delle premialità con cui orientare la scelta verso gli ambulatori decentrati».
La linea d'azione tracciata dal direttore generale ha incontrato il favore dei sindaci di Busachi, Ula Tirso, Samugheo e Neoneli, che fino a quel momento avevano incalzato i dirigenti dell'azienda sanitaria sulla necessità di dare risposte celeri alle popolazioni residenti. «A causa della totale assenza di assistenza nei nostri paesi, centinaia di persone, prevalentemente anziane, sono costrette a spostarsi verso Ghilarza o Oristano, ma questo sistema non può reggere a lungo e quella dell'ambito territoriale appare come l'unica soluzione in grado di dare le risposte che chiediamo, e cioè che i dottori operino in loco», ha insistito il sindaco di Busachi Giovanni Orrù, che unitamente ai colleghi ha descritto una rete dell'assistenza primaria quasi compromessa. E la situazione rischia di precipitare se non saranno sostituiti l'unico medico operativo a Fordongianus e uno dei due professionisti in attività a Samugheo, che a dicembre andranno in pensione. Se gli scenari non dovessero mutare rimarrebbe aperto un solo ambulatorio con un'unica unità operativa in tutto il Barigadu. Gravi carenze si riscontrano anche nel poliambulatorio di Busachi e nella Casa della Salute di Samugheo, dove negli ultimi tre anni l'offerta dei servizi si è notevolmente impoverita.
Da queste parti accade anche che salti il turno di guardia medica, motivo per cui, a gennaio, il sindaco presentato un esposto in Procura. Basilio Patta ha chiesto delucidazioni in merito all'assegnazione delle sedi di continuità assistenziale «Mi domando quanta discrezionalità abbiano i funzionari a questo proposito, e se non venga fatta pressione perché sia scelta una destinazione piuttosto che un'altra».
L'omologo di Ula Tirso, Danilo Cossu, ha paventato anche un effetto domino ipotizzando che l'assenza dei medici di famiglia prima o poi metterà a rischio la sopravvivenza delle farmacie locali. L'amministratore, inoltre, ha segnalato i disagi al deposito farmaceutico di Ghilarza dovuti al limitato numero di aperture.
Alla gestione dell'emergenza andrà accompagnata un'azione di sensibilizzazione della politica, aspetto sottolineato a più riprese dagli amministratori, che hanno sollecitato l'introduzione di incentivi, come le agevolazioni fiscali proposte dal primo cittadino di Neoneli. «Il discorso va affrontato a livello regionale», ha detto Salvatore Cau. «Avrete il nostro supporto sulle soluzioni dall'effetto immediato, ma poi bisogna ragionare in una prospettiva di lungo periodo, altrimenti non usciremo da questa drammatica situazione».
Maria Antonietta Cossu
Un'iniziativa analoga sarà adottata con il personale di guardia medica operativo anche al di fuori del distretto sanitario di Ghilarza. Sulla situazione del poliambulatorio di Busachi e della Casa della Salute di Samugheo il manager si è riservato di fare un'indagine più approfondita per capire se la soppressione e il ridimensionamento dei servizi siano legati alla penuria di specialisti o se sia dipeso da precedenti scelte aziendali. «Ma la battaglia delle battaglie sarà quella sulla creazione di un ambito territoriale del Barigadu», ha dichiarato Serusi sposando una proposta lanciata qualche tempo fa dagli stessi sindaci nella prospettiva di creare i presupposti per l'assegnazione delle sedi dislocate nelle aree periferiche. «Per cercare di dare risposte immediate ora non possiamo che offrire soluzioni d'emergenza, ma al contempo bisognerà lavorare in prospettiva. Già domani chiederò un incontro con i funzionari della Regione per verificare se da un punto di vista legislativo la soluzione sia percorribile, e con quali tempistiche, e per appurare se i contratti collettivi nazionali e regionali prevedano delle premialità con cui orientare la scelta verso gli ambulatori decentrati».
La linea d'azione tracciata dal direttore generale ha incontrato il favore dei sindaci di Busachi, Ula Tirso, Samugheo e Neoneli, che fino a quel momento avevano incalzato i dirigenti dell'azienda sanitaria sulla necessità di dare risposte celeri alle popolazioni residenti. «A causa della totale assenza di assistenza nei nostri paesi, centinaia di persone, prevalentemente anziane, sono costrette a spostarsi verso Ghilarza o Oristano, ma questo sistema non può reggere a lungo e quella dell'ambito territoriale appare come l'unica soluzione in grado di dare le risposte che chiediamo, e cioè che i dottori operino in loco», ha insistito il sindaco di Busachi Giovanni Orrù, che unitamente ai colleghi ha descritto una rete dell'assistenza primaria quasi compromessa. E la situazione rischia di precipitare se non saranno sostituiti l'unico medico operativo a Fordongianus e uno dei due professionisti in attività a Samugheo, che a dicembre andranno in pensione. Se gli scenari non dovessero mutare rimarrebbe aperto un solo ambulatorio con un'unica unità operativa in tutto il Barigadu. Gravi carenze si riscontrano anche nel poliambulatorio di Busachi e nella Casa della Salute di Samugheo, dove negli ultimi tre anni l'offerta dei servizi si è notevolmente impoverita.
Da queste parti accade anche che salti il turno di guardia medica, motivo per cui, a gennaio, il sindaco presentato un esposto in Procura. Basilio Patta ha chiesto delucidazioni in merito all'assegnazione delle sedi di continuità assistenziale «Mi domando quanta discrezionalità abbiano i funzionari a questo proposito, e se non venga fatta pressione perché sia scelta una destinazione piuttosto che un'altra».
L'omologo di Ula Tirso, Danilo Cossu, ha paventato anche un effetto domino ipotizzando che l'assenza dei medici di famiglia prima o poi metterà a rischio la sopravvivenza delle farmacie locali. L'amministratore, inoltre, ha segnalato i disagi al deposito farmaceutico di Ghilarza dovuti al limitato numero di aperture.
Alla gestione dell'emergenza andrà accompagnata un'azione di sensibilizzazione della politica, aspetto sottolineato a più riprese dagli amministratori, che hanno sollecitato l'introduzione di incentivi, come le agevolazioni fiscali proposte dal primo cittadino di Neoneli. «Il discorso va affrontato a livello regionale», ha detto Salvatore Cau. «Avrete il nostro supporto sulle soluzioni dall'effetto immediato, ma poi bisogna ragionare in una prospettiva di lungo periodo, altrimenti non usciremo da questa drammatica situazione».
Maria Antonietta Cossu
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