ELEZIONI COMUNALI
Rottura ufficiale tra Pd e sinistra Cadau (M5S) ci vuole riprovare
ORISTANO. L'accelerazione auspicata da tutte le forze in campo non c'è stata, anzi. L'esito della riunione del tavolo elettorale del centro sinistra è stata la rottura da parte del segretario...
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ORISTANO. L'accelerazione auspicata da tutte le forze in campo non c'è stata, anzi. L'esito della riunione del tavolo elettorale del centro sinistra è stata la rottura da parte del segretario provinciale di Articolo Uno Bruno Palmas. «Abbiamo chiesto che il tavolo si formi attorno a un documento politico che impegna la coalizione nella discontinuità con le forze politiche che governano in Regione e in Comune. Questo per noi è un prerequisito fondamentale. Il Pd non l'ha voluto sottoscrivere e noi abbiamo comunicato la nostra uscita dal tavolo. Parteciperemo alla competizione elettorale se avremo qualcosa da offrire e continueremo il dialogo con gli altri partiti e movimenti civici di sinistra». ha affermato Palmas, al termine della riunione. «Noi abbiamo, come sempre, assunto un atteggiamento di condivisione – replica il segretario cittadino del Pd Alberto Boasso – crediamo che si debba fare una proposta per la città e conseguentemente dare forza alla figura del candidato sindaco. Quanto accaduto oggi ci rallenta ma continuiamo a lavorare con la coalizione per chiudere entro breve su programma e candidatura a sindaco».
Sulla stessa linea tracciata da Palmas, si muove Sinistra Italiana: «Noi stiamo facendo insieme ad altri partiti un percorso teso alla costruzione di una sinistra sarda autonoma – spiega il coordinatore regionale Salvatore Multinu – a Oristano ci siamo detti disposti a ragionare su un accordo con il Partito Democratico, ma ovviamente partendo dal presupposto della sottoscrizione di un documento politico che escluda le forze del centro destra». La rottura pare difficilmente sanabile e a questo punto prende forza l'ipotesi di un polo di sinistra alternativo al Pd. Anche perché da quelle parti in molti sono certi che il Pd lavori all'ipotesi, per loro irricevibile, di un accordo dei Democratici con Psd'Az, Udc e l'ex Riformatori Attilio Dedoni. I retroscena, però, raccontano anche di una spaccatura interna al gruppo di Articolo Uno, con il segretario cittadino Maurizio Serra che ha abbandonato i lavori in acceso contrasto con la mossa di Palmas. Nel frattempo, si registrano altri movimenti nello scacchiere. «Mi hanno chiesto di mettermi in gioco e lo farò – ha annunciato Patrizia Cadau – insieme a chi ha rispetto della mia lealtà senza trasformarla in sudditanza, del mio impegno e per amore di un'idea di giustizia sociale e perché Oristano è casa mia». La mossa dell'ex esponente dei 5 Stelle sarebbe da inquadrare all'interno di un movimento civico nascente in seno alla coalizione di centro destra, visto che l'uscita dal Movimento arrivò proprio in contestazione delle trattative portate avanti con il Pd senza il suo coinvolgimento.(dav.pi)
Sulla stessa linea tracciata da Palmas, si muove Sinistra Italiana: «Noi stiamo facendo insieme ad altri partiti un percorso teso alla costruzione di una sinistra sarda autonoma – spiega il coordinatore regionale Salvatore Multinu – a Oristano ci siamo detti disposti a ragionare su un accordo con il Partito Democratico, ma ovviamente partendo dal presupposto della sottoscrizione di un documento politico che escluda le forze del centro destra». La rottura pare difficilmente sanabile e a questo punto prende forza l'ipotesi di un polo di sinistra alternativo al Pd. Anche perché da quelle parti in molti sono certi che il Pd lavori all'ipotesi, per loro irricevibile, di un accordo dei Democratici con Psd'Az, Udc e l'ex Riformatori Attilio Dedoni. I retroscena, però, raccontano anche di una spaccatura interna al gruppo di Articolo Uno, con il segretario cittadino Maurizio Serra che ha abbandonato i lavori in acceso contrasto con la mossa di Palmas. Nel frattempo, si registrano altri movimenti nello scacchiere. «Mi hanno chiesto di mettermi in gioco e lo farò – ha annunciato Patrizia Cadau – insieme a chi ha rispetto della mia lealtà senza trasformarla in sudditanza, del mio impegno e per amore di un'idea di giustizia sociale e perché Oristano è casa mia». La mossa dell'ex esponente dei 5 Stelle sarebbe da inquadrare all'interno di un movimento civico nascente in seno alla coalizione di centro destra, visto che l'uscita dal Movimento arrivò proprio in contestazione delle trattative portate avanti con il Pd senza il suo coinvolgimento.(dav.pi)
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