La Nuova Sardegna

Oristano

Sanità, i comitati vanno in piazza

di Michela Cuccu
Sanità, i comitati vanno in piazza

Sabato prossimo la grande protesta che unisce i movimenti delle province di Oristano e Nuoro

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ORISTANO. Sabato prossimo arriveranno anche da Nuoro, Barbagia, Ogliastra, Marghine, Planargia, Guilcer, Sarcidano e Mandrolisai per manifestare e chiedere alla Regione la proclamazione dello stato di emergenza sanitaria nell’intera Sardegna. Ancora una volta, saranno i comitati della Sardegna centrale a portare in piazza la protesta di due province, quelle di Oristano e Nuoro, che lottano per avere anche nei loro territori una sanità pubblica in grado di assicurare assistenza e cure anche per chi vive in periferia.

Non a caso, lo slogan scelto per il sit in che si terrà sabato prossimo dalle 9.30 alle 13 in piazza Roma, non lascia spazio a troppe interpretazioni: «Basta chiacchiere». Per chiacchiere si intendono le promesse mai mantenute di coloro che hanno il governo della sanità pubblica, che nella Sardegna centrale, ben più che altrove nell’isola, paga le scelte che hanno puntato alla polarizzazione dei servizi a nord e a sud, lasciando ospedali e presidi di medicina territoriale privi di personale e di conseguenza, non più in grado di soddisfare la domanda di sanità nei territori lontani dai centri di Cagliari e Sassari, dove si concentra la gran parte delle strutture e del personale sanitario.

L’iniziativa, promossa dal Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la difesa della sanità nella Sardegna centrale, punta a ottenere risposte concrete. La prima riguarda proprio la redistribuzione del personale medico e sanitario che al momento è assai sbilanciata verso i due poli principali. Si punta poi all’incremento dei medici di medicina generale e dei pediatri, ad avere maggiori investimenti per facilitare l’accesso dei laureati ai corsi di specializzazione sia di medicina generale che ospedaliera.

La scelta di manifestare in città nasce dalla proposta del Comitato per il diritto alla salute in provincia di Oristano che, da quasi due anni, porta avanti una dura battaglia contro i tagli e i ridimensionamenti continui dei servizi sanitari nel territorio che costringono moltissimi cittadini a restare privati dell’assistenza di base e a dover andare fuori provincia per potersi curare, spesso pagando di tasca per analisi e visite specialistiche che, invece, dovrebbe garantire il Servizio sanitario nazionale. In mezzo a così tanti problemi, emerge la situazione di molti ospedali, a partire dal San Martino di Oristano con diversi reparti che lavorano con organici medici talmente ridotti, che spesso rischiano di non poter assicurare continuità di servizio.

Trovare medici che accettino di lavorare da queste parti però non è semplice. Così il San Martino, ma in precedenza il Delogu di Ghilarza, sono, del resto, i primi ospedali nell’isola dove nei Pronto soccorso operano medici forniti da agenzie interinali, i cosiddetti “medici in affitto”.

Non è un caso che Comitati e sindacati sostengano la necessità che la Regione preveda incentivi economici per i medici che scegliessero di venire lavorare in questi territori, dove, anche i pediatri di base e i medici di famiglia cominciano a scarseggiare, con il risultato che migliaia di cittadini, alcuni da oltre un anno, sono senza assistenza e non sanno più a chi chiedere prescrizioni di farmaci o certificati di malattia.

Gli organizzatori della manifestazione hanno invitato alla protesta anche l’Ordine dei Medici, i sindacati, gli amministratori locali e i politici del territorio. Ci sono già adesioni, come quella del sindaco di Oristano e di altri primi cittadini e amministratori dei Comuni del Distretto e del consigliere regionale 5 Stelle Alessandro Solinas. Annunciata anche la partecipazione di rappresentanti dei sindacati dei medici ospedalieri e del personale infermieristico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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