La Nuova Sardegna

Oristano

l’aiuto a chi fugge dal conflitto 

La guerra scatena la solidarietà verso i profughi dell’Ucraina

di Maria Antonietta Cossu
La guerra scatena la solidarietà verso i profughi dell’Ucraina

ORISTANO. Anche in tutta la provincia si è messa in moto la macchina della solidarietà. Istituzioni civili, religiose e comuni cittadini si stanno mobilitando per accogliere i profughi ucraini o per...

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Anche in tutta la provincia si è messa in moto la macchina della solidarietà. Istituzioni civili, religiose e comuni cittadini si stanno mobilitando per accogliere i profughi ucraini o per inviare ai punti di distribuzione i generi di prima necessità. L’appello del prefetto Fabrizio Stelo ha colto nel segno e le amministrazioni pubbliche si sono a disposizione. I Comuni di Oristano e Cabras sono in prima fila nella ricerca di alloggi per i profughi e faranno da intermediari affinché i cittadini mettano a disposizione le loro abitazioni o locali in cui ospitare i profughi.

Nell’Alto Oristanese l’agenzia per la pace Sermig ha organizzato un ponte di aiuti tra l’Italia e la Polonia, dove saranno consegnati alle popolazioni dirette in Europa gli alimenti, i farmaci e gli altri beni di consumo che verranno donati e raccolti venerdì alle 19 davanti alla chiesa di Santa Caterina ad Abbasanta. L'iniziativa benefica è coordinata dalla Comunità cristiana Ghilarza, Abbasanta e Norbello, che ha invitato i cittadini dei tre paesi contigui anche a unirsi alla marcia per la pace organizzata per domenica dall’Ufficio diocesano della pastorale per il turismo. Il corteo partirà alle 15 dal novenario di San Giovanni, nelle campagne di Ghilarza, per raggiungere la chiesetta di San Michele Arcangelo, nel villaggio omonimo.

Nei novenari campestri di Ghilarza potrebbero trovare sistemazione le prime famiglie di profughi. L’amministrazione ha messo a disposizione il muristene di San Serafino di proprietà del Comune invitando chi può a fare altrettanto. Lo stesso sindaco e l’assessora Laura Manca hanno destinato alla causa i loro alloggi rurali e cominciano ad arrivare le prime adesioni da parte dei cittadini. «Quattro mi hanno comunicato l’intenzione di cedere due muristenes a San Serafino e due a Trempu, ma altre segnalazioni stanno pervenendo in municipio», dice Stefano Licheri: «Inoltre ci sono già quattro offerte per ospitare i minori non accompagnati, una per condividere la propria abitazione con un nucleo familiare e una per un alloggio indipendente in paese. Questa situazione durerà a lungo, per cui abbiamo pensato che il villaggio di San Serafino fosse l'ideale per garantire una casa immediatamente abitabile e quella riservatezza che la convivenza con estranei non può dare. Apriremo una sorta di negozietto dove chiunque vorrà potrà portare beni di prima necessità e gli abitanti potranno servirsene e lo stesso sarà fatto per le scorte di legnatico. Inoltre organizzeremo delle iniziative per l'integrazione».

L’ondata di solidarietà si sta propagando velocemente ovunque. A Paulilatino, Comune e Protezione civile stanno coinvolgendo i residenti per individuare spazi abitabili, in coabitazione o indipendenti. L’amministrazione di Abbasanta sta valutando le forme di aiuto per i profughi mentre quella di Norbello ha già stabilito di destinare un locale comunale almeno a una famiglia. La giunta di Samugheo si sta raccordando con la prefettura e in queste ore sarà fatto il punto sulle iniziative percorribili.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative